venerdì 1 giugno 2012

gravidanza e parto naturale




Ho avuto la possibilità di passare buona parte della gravidanza senza lavorare e voglio dire che è stata una benedizione: ho potuto leggere molto sull’argomento, ho potuto fare quello che mi piaceva e che mi dava gioia, ho potuto riposarmi, dedicarmi a me stessa ed alla bimba che stava arrivando.

Quando, due settimane prima del termine, mi si sono rotte le acque ero pronta, ed anche se avevo un giusto grado di paura c’era in me una buona disponibilità a lasciarsi trasformare.
Il travaglio è stato bello, intenso e sofferente: abbiamo deciso di partorire a Carpi, luogo in cui il parto naturale è un valore ben chiaro alle ostetriche e a tutto lo staff.
Il dolore è stato un mezzo di trasformazione importantissimo e grazie al training autogeno che avevo praticato nei mesi prima, ho saputo rilassarmi molto bene nelle pause ed associarmi pensieri così alti e così positivi, che nel momento in cui arrivava (la devastazione di) un dolore insopportabile ho potuto accoglierlo e lasciare che mi invadesse come un amico.

La tentazione di fuggire da quelle sensazioni era forte, ricordo distintamente un momento, poco prima della dilatazione completa, in cui mi sono detta “ecco perché fanno l’epidurale… se me la offrissero ora l’accetterei subito!”.
Per fortuna l’epidurale non era prevista, né contemplata in quel posto.

Il travaglio è stato per me come un lungo viaggio in un luogo nuovo, in cui ho potuto sperimentare tre cose, di cui mi ha spesso parlato una persona speciale, che in questa occassione ho compreso profondamente e che mi sento di regalare e consigliare a tutte le future mamme:
  • ·  Goditela – qualsiasi cosa accada quello è un momento di miracolosa gioia.
  • ·  Resistere e arrendersi – resistere al bisogno di fuggire dal dolore e arrendersi alla forza della trasformazione, che come un’onda ti pervade completamente, lasciandoti priva di riferimenti esteriori e donandoti una miracolosa capacità, quella di andare oltre te stessa.
  • ·   Resta qui – che, come mi diceva sempre una persona speciale, è vivere la magia del presente.

Consiglio, per questo argomento la lettura di due libri:

3 commenti:

  1. Ognii racconto è pieno di emozioni, un cofnronto ricchissimo. Grazie Isabella e un grazie alle altre mamme...

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    1. grazie a te, penso anche io che la condivisione sia uno dei doni piú belli che possiamo farci l'un l'altro

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  2. Ciao Isabella!
    Grazie di questa bella condivisione di una cosa così speciale come il travaglio e il parto. Sono capitata qui per caso ma vorrei raccontarti brevemente la mia esperienza di travaglio e parto che risalgono a quasi un anno fa, tra un paio di giorni, il 22. Per me è stata un'esperienza meravigliosa, un'incredibile viaggio dentro di me e con la mia bambina, Soad. Questo, sicuramente grazie allo straordinario aiuto dell'ostetrica dalla quale ho fatto il corso preparto che mi ha insegnato come respirare e come gestire il mio corpo e il dolore insieme a mia figlia. Il travaglio è iniziato alle 2 di notte e ho iniziato subito a respirare e a muovermi cercando la migliore posizione antalgica e da subito queste due semplici e quasi banali operazioni hanno funzionato e ho continuato così fino al mattino quando poi sono andata nel meraviglioso e purtroppo ormai chiuso punto nascita di Carmagnola. Lì ho trovato personale preparatissimo e formato sul tema del parto dolce. Ho continuato a respirare sempre più intesamente tanto che verso la fine del travaglio mio marito voleva praticarmi il massaggio che avevamo imparato al corso preparto per alleviare la mia fatica, ma ho dovuto dirgli di non toccarmi perchè ogni piccolo sfioramento era come una lama nella carne perchè ero ossigenatissima e mi sentivo senza pelle. Però questo lungo lavoro di respirazione è stato incredibilmente utile perchè non ho sofferto affatto durante tutto il travaglio! Solo due volte in 12 ore ho perso la concetrazione per qualche istante e mi sono affacciata ad una finestra infernale di dolori e patimenti per poi immediatamente tornare alla mia respirazione e mi sono chiesta come possano le donne che non usano la respirazione diaframmatica tollerare tanto dolore...! l'uninco momento in cui ho patito ed urlato è stato all'uscita della bimba ma è stato breve, solo due contrazioni e via. Eccetto un ginecologo impaziente che ha dovuto accelerare i tempi e somministrarmi l'ossitocina...per il resto è stata un'esperienza meravigliosa e davvero consiglio a tutti di trovare una brava ostetrica che possa inseganre come respirare per non soffrire o almeno per alleviare le sofferenze del travaglio, visto ceh si può...! La mia si chiama Marina Lisa e qui c'è il sito dell'associazione presso cui la potete trovare http://www.lamaternita.it/

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