mercoledì 1 agosto 2012

una risposta d'amore




L’altro ieri siamo state spettatrici di una brutta esperienza, che mi ha fatto soffrire molto e che ancora continua a farmi riflettere.
Fuori da un negozio di scarpe per bambini, stavamo guardando la vetrina e una mamma è uscita col suo piccolo, che avrà avuto 2 o 3 anni, ed era furente con lui.
L’ha trattato malissimo, usando una violenza e un’aggressività emotiva e fisica che mi ha paralizzato.
Volevo bloccarla, interrompere quella sofferenza, ma non avevo le parole.
L’unica reazione che mi veniva nei suoi confronti era di ostilità.
Ciò che ho fatto invece è stato di cercare di proteggere mia figlia dal nutrirsi di quella scena, cercando di coprirla con il mio corpo e la mia voce.

Dopo poco ce ne siamo andate ed io ho pianto molto. Ho pianto a lungo perché non riuscivo a capire come fosse possibile per una mamma provare così tanta rabbia e rancore verso il proprio cucciolo.
Ho pianto perché scene così sono all’ordine del giorno e passano come normali.
Ho pianto anche perché non avevo saputo fare nulla, in un momento in cui qualcuno aveva bisogno di me.



Ma chi aveva davvero bisogno di me in quel momento?
Be’, naturalmente mia figlia, che andava “protetta” da quel tipo di influenza, e poi aveva bisogno il bimbo, che ha sofferto moltissimo, mentre veniva minacciato e “schiacciato” dalla sua mamma; ma soprattutto ho capito poi che chi più di tutti aveva bisogno di me in quel momento era la madre.
Questa donna così accecata dalla propria sofferenza da non capire che stava solo alimentando altro dolore, altra sofferenza, altra difficoltà.
Tutte le parole che in quel momento mi venivano in mente erano di critica, di attacco, ma col senno di poi ho compreso che avrei potuto provare empatia per quella povera mamma e con una frase tipo “a volte ci fanno proprio arrabbiare, eh?!” provare a spostarla, a neutralizzare quelle emozioni di odio e salvarci tutti quanti da quel momento.
E chissà, forse questo avrebbe messo un piccolo seme di speranza anche in lei.

1 commento:

  1. Mi rocordo quel giorno li...mi ricordo come male ti sei rimasta...purtroppo succede da per tutto che le mamme perdono la pazienza...e il loro diavolo esce e si butta addosso a loro bimbi...questo fa vedere che noi studiamo come giudare la macchina, studiamo per trovare un lavoro, studiamo anche come respirare per il parto meno dolorifico...ma non studiamo come fa il genitore...pensiamo che viene naturalmente, ma purtroppo non è cosi...quanti sbagli ogni giorno...ci sono cosi tanta gente che invece di risolvere i loro problemi mettono la copla sul altri...specialmente su loro bimbi. Hai raggione tu...la risposta è l'amore...quando hai l'amore nel anima e nel cuore automaticamente trovi sempre la soluzione migliore come una mamma, come una moglie e come una persona. Julia

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