mercoledì 22 agosto 2012

le prime paure



Un paio di mesi fa, all'inizio dell'estate, nostra figlia ha iniziato a manifestare la paura della doccia, in particolare del momento in cui le si bagnava la testa per risciaquare i capelli.
La paura è cresciuta sempre più e nell'arco di pochi bagnetti era diventato impossibile farle uno shampoo: io ero sempre più tesa, cercavo di forzarla, di distrarla, di consolarla, di divertirla, e di volta in volta affrontavo la sua paura alla ricerca di una soluzione, ma mi trovavo a sbattere contro un muro.

Non sapevo più cosa fare, evitavo il più possibile di lavarle il capo, per non dover affrontare quel momento: la sua paura era grande, piangeva tanto da restare senza respiro, mi si aggrappava addosso disperata e faceva di tutto per cercare di uscire dalla vaschetta.

A un certo punto siamo partiti per il mare ed io, con poca sensibilità, ho deciso che l'avremmo lavata senza porci troppi problemi, facevo affidamento sulla frequenza (mi sono detta: se ripetiamo l'azione ogni giorno prima o poi la normalizzerà) e sul fatto che eravamo in un nuovo ambiente (nuove impressioni, nuovi ritmi, nuove abitudini).
È stato un vero fallimento, al ritorno dal mare non voleva nemmeno farsi mettere nella vaschetta, la paura si era estesa a tutta l'esperienza del bagnetto.

Allora mi sono fermata un attimo ed ho cercato di rilassarmi, di farmi raggiungere da una soluzione reale, che mi permettesse di lavarla senza terrorizzarla.
Ho ricominciato tutto daccapo ed ho cercato di interferire il meno possibile, di esserci senza fare nulla: la mettevo nel bagnetto, ma non la lavavo, semplicemente le davo un gioco che la incuriosisse e poi stavo in disparte.

Piano piano ha ripreso confidenza col bagnetto, ha ripreso a gioire dello stare nell'acqua e solo allora ho fatto un nuovo tentativo nel lavarle la testa, partendo da un presupposto diverso: l'obiettivo era ora non farle cadere l'acqua sul viso.
Ho pensato alla spugna, potevo sciaquarla così senza usare troppa acqua.

In poche settimane abbiamo ristrutturato la paura, ora il bagnetto è tornato ad essere un momento di gioia, ed anche se le cade un pó di acqua in più sul viso  non si spaventa.
Grazie a questa esperienza ho compreso che è inutile e dannoso forzare i bambini, che è molto più sensato mettersi nei loro panni, ascoltare i loro tempi, rispettare le loro esigenze.



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