giovedì 13 settembre 2012

allattamento prolungato

Prima di partorire avevo un certo timore all'idea di allattare un figlio: avevo visto amiche con i capezzoli infiammati, sentito descrizioni di gran dolori, letto di molti casi di febbre e malessere generale, necessità di prendere gli antibiotici, etc... insomma, non mi sentivo sicura di me, né di come sarebbe stato per me allattare.
Credevo che fosse normale ad un certo punto passare al biberon, per compensare l'assenza di latte, che inevitabilmente si sarebbe presentata dopo un tempo.
Inoltre pensavo che allattare un figlio troppo a lungo fosse errato e che se il seno andava a placare i bisogni del bambino potevo recare un danno a questa giovane vita.

Come al solito la Vita è gentile, perché ti da la possibilità di fare esperienza e misurarti con una parte di te che non conoscevi bene o non consideravi.


La mia esperienza di allattamento è stata (ed è tutt'ora) totalmente diversa.
Certo, i primi giorni sia io che mia figlia abbiamo dovuto "imparare" a conoscerci e non è stato semplice: quando ti trovi un esserino che dipende da te e "non sa bene come attaccarsi", che piange per la fame e che però non sembra voler prendere il seno, be' di sicuro soffri un po', ma è bastata un po' di tranquillità, di pazienza e di ascolto di sé per avviare una delle più belle esperienze legate all'essere mamma.




Ho imparato che:
  • tutte le donne hanno il latte (a parte i casi in cui ci sono malattie particolari, oppure situazioni di grande stress), bisogna solo lasciar poppare il neonato
  • soprattutto all'inizio è importante che l'allattamento sia a richiesta, per permettere a vostro figlio di regolare la produzione di latte in base alle sue esigenze
  • attaccare bene il neonato è fondamentale al benessere dei vostri capezzoli
  • il nutrimento che il seno dona al neonato non è solo fisico, ma anche affettivo, emotivo, sensoriale
  • la qualità del latte di una madre non è assolutamente paragonabile a quella del latte artificiale, il latte materno cambia nel tempo (anche all'interno della stessa poppata) ed è ricco di anticorpi
  • se eventualmente ci accorgiamo che il nostro seno è divenuto un ciuccio e questa cosa non i piace, bé...  per questo esistono i ciucci!
  • più allatti e più latte hai, ed anche a distanza di mesi (ed anni) il latte non finisce
  • non credo sia utile attaccare il proprio figlio al seno per qualsiasi motivo, se piange è importante cercare di comprendere il motivo del suo disagio, sostenerlo e contenerlo, come meglio possiamo e non tappargli la bocca con una bella poppata
  • L'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) consiglia l'allattamento esclusivo al seno i primi 6 mesi di vita del neonato e successivamente l'allattamento come nutrimento complementare allo svezzamento almeno sino ai 2 anni e, se la madre e il figlio lo desiderano, anche oltre.

E questa è stata la mia esperienza, ma in realtà ciò che mi sembra più importante dire a tutte le mamme è che ognuna ha il diritto e il dovere i trovare la sua misura (che sia allattare un giorno, un anno o non so quanto!) perché l'allattamento, il rapporto che si crea fra madre e figlio è qualcosa di intimo e delicato, in cui chiunque dovrebbe entrare in punta di piedi (se proprio deve dare la sua opinione), rispettando questa sfera d'amore, senza cercare di sovrapporsi all'altro.
Nessuno meglio della coppia mamma-bambino può comprendere e scegliere come impostare questo rapporto di nutrimento reciproco, ciò che tutti gli altri possono fare è cercare informazioni utili e neutre e trasmetterle alle future mamme.


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