sabato 1 settembre 2012

incroci parigini

Oggi, fra una visita alla città e la ricerca di un parco in cui rilassarci un po' abbiamo assistito a un bellissimo scambio fra bimbi.


                           


Nostra figlia si è avvicinata ad una famiglia francese, cha aveva un bimbo di circa 3 anni, inizialmente lui era schivo, diffidente e protettivo verso le "sue" cose (la loro borraccia, il suo gioco, etc). Lei è rimasta lì con loro, senza toccare nulla, ma perseverando nel suo desiderio di partecipare a quel momento di vita altrui.

Il piccolo parigino in pochi istanti ha mutato comportamento e si è aperto moltissimo, offrendole metà della sua merenda e i suoi giochi.
Da quel momento assistere a ciò che accadeva è stato molto rigenerante per tutti: in un attimo i bimbi riescono a creare fra loro una profonda intesa ed armonia, ad abbattere ogni barriera, al di là del linguaggio e delle abitudini.

Ma la cosa che mi voglio sottolineare è che in ciò che è accaduto oggi noi adulti siamo stati capaci di non interferire con frasi fatte del tipo "dai, fai giocare anche lui!" che poco ottengono, se non l'allontanamento da una reale esperienza, nel tentativo di guidare un comportamento, ma senza lasciare libero il bambino di vivere l'esperienza e di crescere in questa.

Quanto è importante restare neutrali davanti a due bambini che si confrontano?
A volte non fare nulla è proprio l'atto piú educativo che possiamo concederci.


                           

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