giovedì 20 settembre 2012

uso del ciuccio... i pro e i contro



Ad una ventina di giorni dall'arrivo della Pesciolina mi sono trovata ad avere questo meraviglioso esserino attaccato al seno per periodi lunghissimi, a volte anche un'ora e mezza di seguito: al di là di tutto, non ne potevo più!
Ho quindi aderito all'uso del ciuccio, dopo essermi un po' documentata sui pro e i contro, e vorrei condividere qui quello che ho scoperto.

I neonati hanno bisogno di succhiare per molte ore al giorno, questo loro atto volontario (la prima di una lunga serie di conquiste in cui il movimento soddisferà le sue necessità di sopravvivenza, ma anche quelle emotive), questo bellissimo atto può essere soddisfatto completamente dal seno materno (e questo è magico), ma se poi la mamma si stressa troppo?

Mi sono detta, certo il ciuccio è un surrogato del seno, ma perché demonizzarlo o temerlo se può essermi utile?



Di certo è importante non proporlo al neonato finché l'allattamento non è perfettamente avviato (il modo di succhiare il ciuccio e il biberon è diverso da quello di succhiare il seno e questo può confondere il neonato che sta imparando a nutrirsi), ed è importante anche non usarlo come risposta universale per tappare la bocca al bambino che piange (cosa che del resto puó accadere anche con il seno), ma il ciuccio può essere uno strumento molto utile nella fase di addormentamento, con alcuni accorgimenti!
Ciò che spesso accade è he il bimbo si placa succhiando, si rilassa, si addormenta e come si abbandona al sonno perde il ciuccio: tutto fila liscio, finché un adulto premuroso (a un suo segno di disagio, ma anche no) non glielo rinfila in bocca e così il piccolo sviluppa l'associazione nanna-ciuccio e una dipenza nasce in lui. In realtá se in quel momento ci riusciamo a fermare possiamo far sí che il bisogno del ciuccio resti limitato alla fase del primo addormentamento.

Nella mia esperienza il ciuccio è stato utilissimo per accompagnare nostra figlia al sonno fino al sesto mese di vita, poi un bel giorno non l'ha più voluto, anzi, l'ha rifiutato energeticamente!
Da quel giorno il seno è tornto ad essere la sua unica grande passione, ma almeno la necessità di poppare era diminuita, la sua vita era più ricca e la strategie per rilassarsi iniziavano ad essere varie e molteplici.








10 commenti:

  1. Questo argomento viene trattato ed espresso benissimo nel libro di Tracy Hogg "il linguaggio segreto dei neonati"

    RispondiElimina
  2. Io sono favorevolissima al ciuccio. A Gaia lo abbiamo proposto dopo circa una settimana dalla nascita. Lei lo ha subito accettato e dei benefici ne abbiamo goduto subito anche noi! È stato utile per aiutarla a calmarsi, rilassarsi e consolarsi prima di prendere sonno o se era molto sovraeccitata. Ha sopperito al bisogno fisiologico di succhiare anche dopo che ho terminato l' allattamento al seno. La mia cucciola lo usa ancora e se lo autogestisce utilizzandolo anche come gioco (noi lo mettiamo in bocca e lei ce lo toglie ridendo tutta orgogliosa della conquista!) o per massaggiarsi le gengive. Seguendo il consiglio del nostro pediatra, per evitare problemi a denti o palato, abbiamo continuato a darle il ciuccio di misura più piccola in commercio. So che ci sono bambini che rifiutano il ciuccio, altri che lo usano per un certo periodo poi improvvisamente non lo vogliono più, altri che ne diventano dipendenti, anche per alcuni anni. Per questo penso che non sia sbagliato proporlo: tanto i bimbi si regolano da soli! L'importante è non forzarli ad usarlo e non utilizzarlo come "silenziatore".
    Ma a proposito di nanna, che ne dite di scambiarci qualche consiglio?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mi sembra un'ottima proposta, la nanna è sempre un argomento MOLTO caro a tutti!!!

      Per voi la nanna come va?
      Per noi fra alti e bassi va sempre meglio, ma non siamo proprio dei campioni in materia :)
      La cosa più utile che ho visto è stata quella di cercare di creare un rito sempre uguale, in cui io agisco il meno possibile, per dare a lei la possibilità di ritrovarsi nel momento dell'abbandono a tutto ciò che è solito, per donarle sicurezza e permetterle di rilassarsi.
      Ultimamente leggiamo molto prima della nanna e io le racconto delle storie, con voce sempre più sottile, quasi sussurrata...

      Elimina
    2. Noi siamo in una fase difficile. Gaia fatica ad addormentarsi anche se si vede che è stanca. Così il momento dell'abbandono al sonno diventa quasi sempre una sorta di lotta dove, inevitabilmente, ma anche amaramente, vince il più forte, ovvero noi. Credendo che sia là cosa giusta, tendiamo a farla dormire più o meno sempre negli stessi orari, anche se letti ancora non crolla dal sonno. Ho provato a raccontarle una storia a voce bassa mentre la cullo un poco, ma non funziona gran che... Forse Gaia è ancora piccola per le favole. Paradossalmente funziona di più il "placcaggio" ovvero impedirle fisicamente di tirarsi su nel lettino. Dopo un picco di lotta e di piagnucolii, Gaia si calma e prende sonno. Ma la tecnica non mi piace affatto! Mi piacerebbe condividere altre esperienze di "nanna".

      Elimina
  3. eliminare la tv prima della nanna.è un eccitante. piuttosto meglio giocare.

    RispondiElimina
  4. Nostra figlia ha dormito poco per mesi. Dormiva solo se "cullata" in braccio a mo' di shakerata. Questo per i primi 5 mesi circa. Spesso si addormentava dopo la tetta, ma a volte no. Abbiamo usato il ciuccio per addormentarla fino ai due anni. Se la notte lo perdeva e se ne accorgeva, piangeva. Io mi alzavo alla Flash e glie lo rimettevo prima che si svegliasse del tutto. Sono stati mesi impegnativi, ma nulla di insormontabile. Non ho purtroppo tecniche infallibili da condividere, ma ne siamo usciti vivi. :-) In seguito ho scoperto uno zaino supersonico: ErgoBabyCarrier, che permette a bimbi e bimbe di stare a stretto contatto con il genitore o l'adulto che lo indossa e molto comodi. E' morbidissimo e anche per l'adulto è di una praticità unica. Questo, con altri bimbi e bimbe, mi ha permesso di non concerntrare la mia attenzione solo sul fatto che era (visibilmente) ora che dormissero, ma su altre cose. I bimbi e le bimbe, spessissimo si facevano cullare dai miei passi e spostamenti e, da attenti e partecipi, crollavano sereni, senza lotte. Vero

    RispondiElimina
  5. Posso condividere la mia esperienza varia e impegnativa con la mia bimba più grande che ora ha 9 anni e che, quando aveva pochi mesi, aveva mal interpretato il nostro desiderio di starle vicino nelle sue ore di coliche, facendolo diventare "ok dormo in braccio e solo se siete in piedi e camminate". Noi avevamo confuso i suoi pianti e avevamo creato un'abitudine veramente poco interessante! Quando la nostra sopportazione è arrivata alla fine e abbiamo capito che piangeva per un'abitudine presa a dormire solo in un certo modo e non più per il male (eravamo arrivati a fare i turni di notte per dormire, mentre l'altro passeggiava con lei in braccio) abbiamo iniziato a sperimentare varie strategie. Posso cercare di riassumere ciò che ha funzionato. Per prima cosa creare un rito (per noi era bagnetto, a volte massaggio, tetta, nanna). Rispondere ai suoi "richiami" risponderle dolcemente che eravamo lì che le volevamo molto bene. Per lei l'ostacolo più grande è stato il lasciare andare il contatto fisico e quindi all'inizio la tenevamo un po' in braccio, poi le tenevamo un po' la mano. Abbiamo cercato di essere graduali.
    Un'altra cosa importante: quando si parla di nanna è meglio sempre parlarne in modo positivo, mai come ricatto o punizione del tipo "se non fai il bravo ti metto a nanna" oppure alludendo a cose che si perde perchè va a letto. E' un momento della giornata come altri ed è utile, perchè possano accadere delle magie, il fisico si rigenera, ci rilassiamo profondamente su tutti i livelli, facciamo sogni contattando parti nuove di noi...
    Ciò che ha funzionato di più è stato parlarle prima di ciò che stava per accadere, raccontarle come sarebbe andata. Noi confondiamo il loro essere piccoli. Loro sono piccoli e sono molto intelligenti, capiscono tantissimo!
    Sto cercando di mantenere viva quest'arte di parlare con le mie bimbe, nella ricerca di sincerità. Trovo che dire semplicemente "amore la mamma è molto stanca ha bisogno di riposare qualche ora così poi potremmo fare delle cose meravigliose domani insieme..." sia di una semplicità e leggerezza ...poi funziona!
    Spero di essere stata utile.
    Grazie della domanda che mi ha aiutato a mettere ordine in un'esperienza di molto tempo fa e ancora molto viva.
    Francesca

    RispondiElimina
  6. Ciao Ilaria,

    ti rispondo anche io, vi ho pensato molto, ho cercato confronti con la mia esperienza e alla fine quello che mi viene da dirti è semplicemente che forse è solo un momento, magari nel corpo di Gaia in questo periodo ci sono delle grandi trasformazioni (acquisizione del movimento, denti, nuove consapevolezze di sé) e questo non le permette di affidarsi al sonno facilmente, quindi la prima cosa che mi viene è dirvi di avere fiducia in lei e nei suoi ritmi.
    A proposito di questo, in questi 20 mesi di LuciaEva i suoi ritmi sono cambiati varie volte (e spesso anche nello stesso periodo un giorno non è identico all'altro). Cambia la quantità di ore di sonno di cui ha bisogno ed anche i momenti della giornata... forse potreste provare ad aspettare che vi dia segnali evidenti di stanchezza e poi fare nel modo che vi sembra più adatto a lei.

    un abbraccio,
    Isa

    RispondiElimina
  7. Grazie a tutte per le esperienze raccontate e condivise! Mi hanno aiutato a riflettere.
    Gaia sta sicuramente attraversando un periodo di grandi cambiamenti: si muove indipendentemente da noi e sta mettendo il sesto dentino! Per cui è logico che, in questa fase, andare a dormire sia l'ultima delle sue priorità. Poi, è un animalino sociale e un poco nottambulo come il babbo... Per ora abbiamo deciso di concederle comunque una sorta di "tempo massimo" per andare a nanna (qualche regola ci vuole, no?) e per aiutarla ad abbandonarsi al sonno ci corichiamo con lei sul lettone, carezzandola, rassicurandola e aspettando che poco a poco si calmi e si assopisca. Poi la trasferiamo nel suo lettino dove dorme fino al mattino. A volte la troviamo girata dalla parte dei piedi, a volte in ginocchio con la testa appoggiata ad un peluche ... son buffi i bimbi! Dormono in posizioni davvero improbabili! Siamo fiduciosi che arriverà anche per lei il momento di addormentarsi da sola nel suo lettino (già a volte lo fa).
    Ilaria

    RispondiElimina
    Risposte
    1. che bello, mi hai trasmesso una grande serenità!

      Elimina

i tuoi commenti danno senso al mio blog, grazie!

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...