mercoledì 21 novembre 2012

i capricci

Sino a qualche mese fa ero una di quelle (forse poche, ma certamente pazze) mamme che sostengono che "i capricci non esistono", perché un bambino che esprime dispiacere per qualcosa ha certamente i suoi buoni motivi per manifestare quel disagio, che ai nostri occhi puó sembrare poco importante, ma che per lui é in quel momento qualcosa di centrale, di irrinunciabile, a volte di vitale!

Insomma, guai a sgridare un bambino, o a lascialro piangere anche solo un secondo di piú: peste ci colga!!!

E poi?


E poi arriva un bel giorno in cui non capisci piú il verso delle cose, in cui al posto della mamma semi-santa di sempre compare una grande perplessitá, la tua pazienza sembra essersi dileguata nel nulla, e tu NON capisci piú tuo figlio: "ma perché fa cosí?"

Ho provato ad appellarmi ad ogni buona scusa: i denti (ci manca ancora un canino e fino a che non uscirá possiamo addossare buona parte delle nostre difficoltá a lui!), il mal di pancia (eh, giá... é da ieri che non la fa...), i postumi della febbre (chissá quanto disagio sente ancora in lei, poverina!)... ho provato a giustificare in ogni modo un comportamento per me incomprensibile... ma ad un certo punto mi sono semplicemente detta: ok, ci siamo, questo é un capriccio!

E adesso cosa si fa?

Adesso mi misuro con le conseguenza delle mie azioni, adesso inizio a specchiarmi nella parte di educazione involontaria (automatica) che ho donato a mia figlia, adesso mi pongo nuove e piú complesse domande.

E a queste domande la mia prima (necessaria) risposta é stata "far pace con se stessi": (anche) questo noi siamo, e da qui possiamo ripartire oggi per migliorarci.
La seconda é stata un valore: comunque vada non voglio andare in conflitto con mia figlia, perché mi sono accorta che spesso il conflitto, la tensione, la rabbia é un modo per buttar via (addosso a un altro) il proprio disagio. Questo tipo di distanza emotiva non risolve il problema, crea solo piú solitudine in entrambe le parti e alimenta ancora di piú il disagio.

Ho fatto pace con mia figlia (ovvero con me stessa) e sto cercando di ripartire da capo, con sensibilitá, con ascolto, con responsabilitá.

E voi come gestite questi momenti?




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