venerdì 23 novembre 2012

le scelte




Restando in tema di capricci ho iniziato a farmi un po' di domande e a rendermi conto che il tipo di mamma che fino a poco tempo fa soddisfava molte delle esigenze di nostra figlia, ora inizia a non essere piú sufficiente e che devo comprendere meglio il nostro rapporto e trovare nuove modalitá di interazione.

Ho quindi iniziato a leggere un libro che credo mi possa aiutare a sviluppare maggior senso di autocritica: "I no per amare" di Jesper Juul.

Rispecchiarsi in questo libro é stato subito un bello schiaffo morale, che ha messo in luce tutta una serie di comportamenti non utili che spesso mi trovo meccanicamente ad esprimere.


Voglio quindi sottolinearmi alcuni punti essenziali del suo messaggio e cercare di metterli in pratica al meglio, perché ora mi rendo conto che i "terrible two" non sono un mito da sfatare, ma semplicemente una nuova fase nella vita dei nostri figli, in cui ci dobbiamo confrontare con una nuova misura interiore, nuovi ordini di grandezza esteriori e differenti esigenze reciproche.

  • Definire il mio confine personale ed esprimerlo in modo chiaro, ovvero essere autentica nel riconoscere i miei bisogni ed i miei valori e dare cosí la possibilitá a mio figlio di sviluppare sensibilitá e rispetto per le esigenze altrui (un'importante competenza sociale).
  • Comprendere che accettare in modo sincero me stessa mi permette anche di accettare mio figlio per ció che lui é, e mi permette di vedermi come in uno specchio, attraverso i suoi comportamenti .
  • Comunicare in modo efficace: é ridicolo, poco utile e per nulla autorevole parlare ai propri figli in terza persona, es. "la mamma ora fa questo e quello etc etc" (cosa che io faccio spessissimo!).
  • Imparare a distinguere fra i bisogni reali ed i desideri di mio figlio (senza per questo dover necessariamente castrare i desideri, ma essendo consapevoli del valore delle sue richieste).

E vorrei citare una frase che desidero stamparmi in mente:

"Amore significa dare al figlio ció di cui ha realmente bisogno per poter condurre una vita piacevole. Ecco perché quel no, che richiede ai genitori il massimo sacrificio di se stessi, é spesso la risposta piú amorevole che un figlio possa ricevere."


Per ora sono a metá libro... a presto un aggiornamento!

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