lunedì 30 dicembre 2013

la gestione della paura


Oggi abbiamo fatto un importante passo sulla gestione della paura: abbiamo visto qualche minuto di Peppa Pig, da YouTube, sul mio cellulare.. Evviva!!!
Visto che la TV la terrorizza ed i suoni anche le ho proposto di fare così, io mi guardavo Peppa Pig sul cellulare senza audio, e lei stava in braccio a me, senza guardare e... per la prima volta da un mese e mezzo ormai di rifiuto totale, mi ha detto SI...
Che tenerezza vedere la lotta degli io dentro di lei, una parte che desidera e una parte che teme, che si fronteggiano, alternandosi al potere e lasciandola agitata e irrequieta.

Dopo pochi istanti che avevo acceso il filmato, con il suo volto nascosto nel mio petto, si è girata anche lei per guardare e mi ha chiesto di mettere i suoni. E' stata avvinghiata a me tutto il tempo, ed io dovevo tenere sempre in mano il cellulare (con relativo crampo di lì a poco!), perché se lo appoggiavo scoppiava a piangere spaventata.
Dopo un po' mi ha chiesto di vedere anche i Barbapapà, ma è stato un vero fallimento, perché si è subito spaventata vedendo una puntata dove cantavano "happy birthday" a non so chi, mi ha fatto spegnere tutto e poi è andata avanti non so quanto a gridare, arrabbiarsi per tutto e nulla e non riuscivamo più a trovare pace.

Alla fine sono riuscita a calmarla leggendole un libro bellissimo che le abbiamo regalato per Natale.

Anche se è rimasta nervosa ed irritabile, fino a che si è addormentata, ed anche se in certi momenti mi sono detta che avevo forzato un po' la mano, sono felice, e sono certa d'aver fatto con lei un passo importante: un nuovo semino verso la normalizzazione, che ha iniziato a nutrire il desiderio, per renderlo più grande della paura.

A questo pensavo in questi giorni di festa: che l'Amore [che nutre il desiderio] tutto può, e che più che ogni altra cosa, è grazie al desiderio che possiamo affrontare i nostri limiti e donarci la possibilità di crescere.

martedì 24 dicembre 2013

spazio vuoto e capacità di contenimento

Stamattina ho incontrato la psicologa: invece che parlare delle paure della cucciola abbiamo parlato di me, nell'idea di comprendere quale é la mia posizione nella vita e mettere a fuoco come io posso essere un territorio, come posso radicarmi e quindi un sostegno per lei.



Alla fine le ho mostrato il disegno e lei mi ha detto che non ci sono cose importanti da segnalarmi, e che prima di lavorare sul significato dei segni è importante lavorare sulla mia capacità di contenimento: il mondo dei suoni rispecchia la sfera emotiva, ciò che entra in noi e che ci condiziona e trasforma. LuciaEva è in un momento di passaggio, in cui sta imparando a definire se stessa: cosa è in lei e cosa è fuori di lei. I suoni sono la sfera emotiva, qualcosa che la invade senza che lei abbia la misura del controllo, ed è quindi importante per lei comprendere quale è il suo potere rispetto ciò che la tocca.

Quindi, conteniamo e normalizziamo, alla ricerca di un po' di serenità e di autenticità per tutti...
e Buon Natale!


venerdì 13 dicembre 2013

Ho visto Babbo Natale!!!


Stamattina la piccola si è svegliata e con voce stupita e meravigliata ci ha detto: "Ho visto Babbo Natale! Stava cadendo e un altro Babbo Natale lo aiutava ad alzarsi."

Come Babbo Natale, anche noi stiamo provando a rialzarci da questo periodo, che è un po' troppo turbolento a livello emotivo: un po' ci aiutano i Fiori di Bach, un po' le coccole (e tanta pazienza) e un po' le nostre amate letture.

E così, fra un albo illustrato e l'altro, ci siamo presi anche questi due bellissimi libri natalizi, per prepararci dentro e fuori a questo magico giorno.

La prima è una storia sulla nascita di Gesù: "Nella notte di Natale" di Nicoletta Bertelle e Maria Loretta Giraldo.
Perché a noi Gesù ci piace e lo consideriamo un buon modello di vita...


La seconda è una storia di Natale, in versione libro Pop-Up (bellissimo): "Bianco Natale" di David Pelham.

Guardate qui che magia:


E' un piccolo e semplice percorso verso la notte di Natale, un cammino dentro e fuori, fra rime, illustrazioni e paesaggi incantati.


Un viaggio che termina con una frase semplice e magica come l'amore: "Ma c'è un sogno che tutti noi abbiamo, da svegli e anche quando dormiamo: è un desiderio giusto e profondo... sia pace tra gli uomini di tutto il mondo".



lunedì 9 dicembre 2013

Paure... ancora paure :(

Da due settimane in casa nostra la TV non si accende più: fa pure rima e sembra una cosa carina, ma di bello non c'è nulla, se non il fatto che io comunque senza TV sto molto meglio.



Ma, cos'è successo?
Il problema è che non lo so, e non riesco a venirne a capo più di tanto: so solo che qualcosa ha spaventato moltissimo la mia bambina, l' ha terrorizzata.

Non so se sia un evento legato ad altre persone, non so se sia un evento interiore (un sogno, una fantasia), non so se sia qualcosa che ha visto in TV.
Premetto che da noi l'uso del televisore è super selezionato: non c'è mai nulla (ma dovrei dire c'era) che non sia considerato adatto ai suoi tre anni (no TG, film, telefilm o programmi vari in sua presenza, anzi, addirittura mi controllo io prima cartoni di Rai YoYo, per verificare se sono adatti a lei).

Fatto sta che da due settimane non è possibile accendere la TV oppure la musica senza che in lei si scateni una crisi di pianto e di paura senza precedenti. Inoltre questa paura ha riacceso e intensificato paure che sembravano ormai abbastanza superate, come quella degli insetti e dei lupi. 
Non so cosa fare, sono molto triste... anche se non dovrei e non vorrei essere così preoccupata, ma non posso fare a meno di vivermi questa cosa con ansia.
Unica nota positiva, in queste due settimane ha accettato che ci fosse la TV accesa (senza audio!) a casa di amici durante una festa di compleanno, ed ha accettato la musica in vari luoghi che non fossero casa nostra.

Insomma, la TIDU' (come la chiama lei) che era la prima cosa che chiedeva al mattino e l'ultima della sera, ora invece è un mostro.



Su consiglio di una psicoterapeuta (con cui ho parlato a lungo della cosa) abbiamo fatto questo gioco che volevo condividere, perché il risultato è stato davvero sorprendente: su un grande foglio attaccato al suolo (sarà circa 100x70) le ho proposto di disegnare cosa le fa paura e poi io con un colore scelto da lei ho disegnato tutto intorno questa cornice, che contiene la paura.

Il disegno mi ha sorpreso.. l'avevo pubblicato, ma ora ho preferito toglierlo, perché mi inquieta e mi preoccupa...

martedì 26 novembre 2013

attività di vita pratica

In questi giorni mi sono accorta di una cosa: a volte (ehm, diciamo pure spesso!) vado in ansia e mi accanisco inutilmente su cose che credo mia figlia debba imparare/sviluppare "subito" perché "è ormai tempo che impari a farlo, no?".

Ad esempio il vestirsi: lei non ha nessuna voglia di vestirsi da sola, non ci prova nemmeno e se io la sollecito mi risponde "no, mamma!!!".
Stamattina però ho visto un altro piccolo pezzo di me e mi sono detta: perché semplicemente non proporre qualcosa di nuovo, diverso e molto più attraente?
Può essere che permettendole di misurarsi in altri campi e di far crescere e sviluppare altre autonomie, la competenza acquisita le regali il desiderio di maggiore indipendenza anche in altre cose?


mercoledì 20 novembre 2013

"i miei due parti" di Paola Ghione



ciao mamme!gia'che avete tirato in ballo l'argomento mi va di raccontarvi i miei 2 parti.Nella prima gravidanza ho avuto un sacco di problemi:minaccia di parto prematuro dal 5°mese,amniocentesi in quanto c'era un alto rischio di malformazioni ma alla fine il bimbo ha una malattia genetica della pelle chiamata ittiosi (nulla di preoccupante ma l'abbiamo appurato solo alla nascita x' ci sono varie forme +o - aggressive).Dato che si trattava di una malattia genetica eravamo seguiti anche dal centro genetica delle Molinette ed era venuto fuori che avendo un valore del sangue sballato ed il feto essendo maschio e malato di ittiosi non potevo avere un parto naturale x' non avrei mai avuto le contrazioni finali....quindi parto cesareo programmato ma Ricky decide di nascere quasi un mese prima e ho avuto un cesareo quasi d'urgenza..ovviamente anche il mio post parto nn e' stato dei piu semplici ma grazie all'aiuto di un ostetrica e dei familiari ho superato tutto.Anche nella seconda gravidanza ho avuto minaccia di parto prematuro ma Chiara nasce solo 18 gg prima ma questa volta con parto naturale!infatti essendo un feto femmina nn avrei avuto problemi x le contrazioni (anche x qta gravidanza siamo stati seguiti dal centro genetico).Il parto e'andato bene (in tre ore ho fatto tutto ;-)) e forse mi ha anche aiutata a "digerire" le bellissime emozioni che non avevo potuto vivere con il primo.X ogni mamma il parto e' qualcosa di unico e indescrivibile ma ammetto che i momenti + difficili sono anke nel post parto e ognuna di noi puo' saperlo.Ma l'importante e' parlarne e accettare l'aiuto di chi ci sta intorno.Anche scrivere qui x me e' un beneficio.in tutte le gravidanze e'stata fondamentale la presenza di mio marito e devo dire che la nascita dei figli ci ha legati ancora di piu'.Purtroppo con il cesareo non abbiamo condiviso insieme l'emozione di veder nascere Riccardo e questo mi mancava.Ma con la nascita di Chiara ho potuto avere un parto naturale e quindi avere mio marito li vicino.Con la piccola ho rotto a casa le acque alle 00:30 e alle 3:58 e' nata...son state poche ore ma intense e non so come avrei fatto da sola. E anche adesso che ne abbiamo due da gestire e'fondamentale la sua presenza in tutto.

martedì 5 novembre 2013

"Il padre infedele" di Antonio Scurati

In questo mese, in cui poco avevo da scrivere e molto da vivere, mi sono nutrita di un libro bellissimo, un libro che infiamma il cuore, perché risuona della voce della nostra generazione: di noi che siamo figli e genitori alla ricerca di se stessi, e che siamo anime alle prese con una società che fa fatica ad incubarci e che è come un utero troppo stretto e troppo arido per nutrirci veramente.

"Il padre infedele" [non marito] ;) è la storia di un uomo che racconta se stesso nel viversi in un nuovo ruolo, che è per lui ricchezza e dolore insieme: un papà che nasce e un uomo che si perde e nel cercarsi mette a nudo tutta la bellezza della vita e dell'amore vero.

Quando la coppia si trasforma in famiglia, grazie all'arrivo di un piccolo cuore pulsante, tutti gli equilibri cambiano e si trasformano completamente, e non è mai così scontato per una donna riuscire a risorgere come moglie e come donna dal proprio ruolo di madre. 
Essere mamma è totalizzante e se all'inizio questo è utile o addirittura necessario, col tempo tutto ciò si può trasformare in una prigione per la coppia.


lunedì 21 ottobre 2013

il segreto di Peppa Pig


Mi stavo chiedendo perché... Qual'è il segreto di Peppa Pig?
Mia figlia la ama, molti bambini che incontro l'adorano e il fenomeno commerciale è ormai diffusissimo: di Peppa Pig potete trovare (oltre a svariati giochi e pupazzetti di ogni dimensione e materiale) anche vestiti con la sua icona stampata (compresi mutande e calzini), fazzoletti di carta (pacco da casa o singoli pacchetti), fermacapelli, materiale scolastico, lenzuola, cuscini che hanno la forma della sua faccia, ombrelli, ovetti tipo i Kinder (con sorpresa a tema Peppa Pig), asciugamani da mare per l'estate e pile per l'inverno e chissà cos'altro... 
Se poi arrivi prima il fenomeno commerciale oppure la passione per il personaggio lo lascio decidere agli esperti del marketing, io dico solo che, ci piaccia oppure no, è davvero un gran successo!
Peppa Pig lo trasmettono ad ogni ora del giorno su Rai Yoyo e lo trasmettono sia in italiano che in inglese e la sera, addirittura, lo danno per un'ora e mezza di seguito: la chiamano "maratona Peppa Pig", un mezzo suicidio del viversi insieme in famiglia qualche oretta la sera prima di andare a nanna!



mercoledì 16 ottobre 2013

una grande Matrioska


Volevo scrivere di tutt'altro, ma sono due giorni che vedo tutto a Matrioska: una grande Matrioska, che contiene vari livelli di esistenza, passato, presente e futuro, piccoli e grandi eventi, che risuonano fra loro e si intrecciano, come a formare il tappeto della vita, con i suoi disegni, nodi e percorsi.

E in questa specie di videogames esistenziale tutto ciò che accade ha il suo perché ed il suo giusto tempo. Vi assicuro che questa per me è una liberazione, perché mi svincola dal bisogno di esprimere ansia per le cose.


mercoledì 9 ottobre 2013

intolleranze (non solo) alimentari!

Da oggi si cambia! Anzi, diciamo che si stava già cambiando e da oggi si consolida il cambiamento!


La prima azione è stata "cercare il silenzio": la scorsa settimana eravamo a casa con due amiche e le loro bimbe e, come spesso succede, quando si è in un luogo chiuso con quattro bimbi che vanno dai 18 mesi ai 3 anni e mezzo, la cosa più frequente che può capitare in mezzo ai giochi, alle risate ed alla gioia infinita di stare insieme (quella gioia che è senza tempo e senza riserve), be' nel frattempo naturalmente accade che qualcuno rubi il gioco ad una altro, oppure faccia (spesso inavvertitamente) qualcosa di pericoloso per l'altro (giocando con un bastone, oppure lanciando una palla, etc), o ancora distrugga il puzzle con tanto impegno costruito dall'altro.
Nello specifico la mia bimba, che era a casa Sua, con i Suoi giochi, e che quindi si vedeva "minacciata" dalla presenza di tante manine desiderose di usare i giochi, era un po' intollerante ed agitata.


venerdì 4 ottobre 2013

pensieri sparsi qua e là...

Pensieri sparsi qua e là... si, perché queste sono giornate dense di accadimenti e (perché no?) di sfighe!

Questa settimana ho scoperto che avevo dato per scontato un piccolo (inutile, secondo me!) passaggio burocratico, che mi costerà come tre mesi di nido, oppure 8 paia di scarpe (da bimbo), o la spesa di un mese, decine di albi illustrati, o ancora, molto prezioso materiale Montessori... Insomma, per intenderci, tutto ciò non ci sarà, ma ci sarà il rimpianto in me per non aver verificato, per essere stata distratta, per aver ignorato una minuscola vocina (ma proprio minuscola), che mi diceva di verificare; il rimpianto di aver dormito invece che portare attenzione.


mercoledì 2 ottobre 2013

"i nonni" di Bruno Tognolini

I nonni

Ci sono delle cose
che solo i nonni sanno,
son storie più lontane
di quelle di quest’anno.
Ci sono delle coccole
che solo i nonni fanno,
per loro tutti i giorni
sono il tuo compleanno.
Ci sono nonni e nonne
che fretta mai non hanno:
nonni e nipoti piano
nel tempo insieme stanno.

Bruno Tognolini


lunedì 30 settembre 2013

un week-end intenso e felice!


Questo week-end sono stata ad un Festival Montessori organizzato da un gruppo di mamme ed educatrici che si stanno muovendo nell'area bolognese per diffondere la conoscenza del pensiero pedagogico della Montessori: la loro associazione si chiama Piccoli Passi Montessori, e ha lavorato insieme al Progetto Ohana.

L'evento è stato molto bello, da un lato c'erano interessantissime conferenze e dibattiti, e dall'altro moltissime attività per i bambini, che sono stati davvero bene: liberi e felici di esprimersi e di imparare, grazie ad un ambiente ricco di cose belle ed interessanti ed anche di molto spazio in cui muoversi liberamente.


Il sabato mattina la Piccolotta ha passato buona parte del tempo a fare il bucato grazie a questo bellissimo lavatoio di Gonzaga Arredi, che ha inoltre reso disponibili vari materiali Montessori, con cui i bambini hanno potuto lavorare in piena libertà, affiancati a bravissime educatrici e a genitori desiderosi di imparare come un'altra educazione sia possibile!


Ringrazio di cuore tutti quanti (ed anche me stessa, per essermi data la possibilità di esserci, perché spesso restare a casa è la scelta più comoda) e soprattutto torno a casa davvero felice e molto determinata nel desiderio di trovare un ambiente scolastico adatto, in cui mia figlia sia libera di crescere.

E concludo lasciandovi alle parole di Maria Montessori, dalla conferenza del 5 maggio 1931 a Roma:

"Fino a un certo punto la matematica e la geometria furono legate, poi fu necessario distinguerle. Ma la cosa più semplice e naturale è l'origine delle cose: come dico sempre, il bambino deve avere l'origine delle cose perché l'origine è più chiara e naturale per la sua mente. Noi non dobbiamo far altro che trovare il materiale che renda l'origine accessibile."

martedì 24 settembre 2013

gli incastri Montessori

                              

Ed è fatto! Si, il mio primo acquisto di materiali Montesssori è stato fatto... evviva!!!

E, fra le altre poche [visto l'investimento!] cose che sono riuscita a prendere, non ho potuto resistere al fascino degli incastri, che fin da subito mi sono parsi così interessanti, perché crescono col bambino, ampliando sempre più la sua capacità di comprensione e comparazione.
Vi ho parlato qui del bellissimo corso Montessori che sto seguendo e vorrei quindi condividere i miei appunti e le mie osservazioni su questo strumento.

venerdì 20 settembre 2013

"L'alfabeto dei Sentimenti" di Janna Carioli e Sonia M.L. Possentini


"L'alfabeto dei Sentimenti" di Janna Carioli e Sonia M.L. Possentini è un libro davvero intenso, dolce, profondo e così tanto emozionante!

L'ho preso ieri sera e lo amo già tantissimo: appena l'ho visto (la scorsa settimana) fin dalle prime impressioni che ti trasmette la copertina, mi ha rapito il cuore perché parla di sentimenti: l'innato fuoco della vita.

La Fagottona ha solo due anni e mezzo ed apparentemente sembra riuscire a cogliere solo alcune sfumature di questa grande universo in cui navigano le sentimenti, ma in lei c'è già tutto un mondo, che è infinito e ricchissimo, che desidera essere nutrito ed orientato e che incanta gli occhi e il cuore dell'adulto, proprio come queste pagine.

Queste immagini e queste parole la accompagneranno nella crescita di quella che è una delle sfere più  importanti della vita: la sfera emotiva.
I bambini sono preziosi e [secondo me] prezioso è guidarli alla scoperta di se stessi, nelle azioni, nello sviluppo dell'intelletto e ancor più nelle emozioni, che sono il motore immobile di ogni azione e pensiero.

mercoledì 18 settembre 2013

micro magia della farina


Farina, farina, farina: che passione!!!

Ma non è della farina che volevo parlare, ma di una micro magia che ho fatto la scorsa settimana! In realtà è così microscopica che a momenti nemmeno me ne accorgevo, ma a ripensarci bene, merita di essere condivisa.

venerdì 13 settembre 2013

" il rapporto coi bambini" di Luisa de Lorenzo

Sono felice di dirvi che oggi ospitiamo il guest post di una mamma, che mi ha contattato qualche mese fa tramite mail, e con la quale è subito nata una bella condivisione di punti di vista. 
Luisa mi ha proposto di portare sul blog qualche argomento a lei caro e quindi eccola qui: benvenuta Luisa su queste pagine!


Il nostro bambino di 3 anni ha da sempre manifestato una natura estremamente socievole.
Se a qualche mese a casa da solo con me spesso era nervoso, non appena ci trovavamo in una baraonda di gente, si tranquillizzava. Notavamo tutti con stupore che interagiva moltissimo, a suo modo, con le persone. A 9-10 mesi, quando andavamo a fare la spesa e lui stava seduto sul seggiolino del carrello, allungava la mano per accarezzare i bambini più grandi che camminavano vicino a noi... voleva proprio stare a contatto con gli altri! 


mercoledì 11 settembre 2013

"L' onda" di Suzy Lee



Questa estate sull'Atlantico abbiamo fatto un'esperienza poco piacevole: eravamo in riva al mare che giocavamo con le grandi e gelide onde ed una di queste ci ha colto di sorpresa, facendoci cadere sott'acqua. Ho provato a tenere LuciaEva fuori, ma con un braccio tenevo stretta lei, con l'altro cercavo di recuperare l'equilibrio ed il risultato è stato che entrambe siamo state un po' sbalottate dall'acqua ed abbiamo bevuto. 

venerdì 6 settembre 2013

Evviva: è nato Palmodinaso!!!


Questo non è un post sponsorizzato ma è un atto d'amore verso l'arte e il bello: voglio presentarvi l'ultima 'creazione artistica' di Efrem (un mio caro amico), che porta in sé il nome dello stupore e della meraviglia ed insieme la possibilità di appropriarsi dell'oggetto del desiderio e della fascinazione perché è …ad un tiro di schioppo!

mercoledì 4 settembre 2013

secondo giorno di nido: la sorpresa!


Oggi è stato tutto diverso e il secondo giorno di nido (ieri eravamo state assenti per fare il vaccino) è stata una vera sorpresa!

Tutti dicono che se la mamma è tranquilla il bimbo è tranquillo (avrei qualcosa da obiettare ma..) vabbè, e quindi oggi ho provato a fare come mi sembrava fosse meglio per me. L'altro giorno avevo sofferto molto del fatto che mi avessero strappato mia figlia di dosso che piangeva e gridava il mio nome (mamma!): la sensazione chiara che non fosse quello il modo mi ha accompagnata a lungo. E quindi stamattina ho deciso di sospendere il tempo e di stare in attesa che fosse la Piccolotta ad agire.

È stata una magia, ha funzionato!


lunedì 2 settembre 2013

primo giorno di nido

Primo giorno di nido, sono sveglia dalle 6.34 di stamattina, ho aperto gli occhi e non sono più riuscita a chiuderli.
Nonostante sia già il "secondo anno di scuola" per me è come se fosse il primo giorno di tutto, la nostra prima separazione, con la sua intensa forza d'attrito: dopo tre mesi di "insieme giorno e notte" riabituarsi al cambiamento richiede qualche istante e un po' di coraggio.

Naturalmente la separazione è stata abbastanza difficile e fin dalla strada che ci portava passo dopo passo all'edificio in cui l'avrei lasciata, ci sono stati i segnali dello strazio che ci avrebbe accolte in quel momento.

Sono io che non funziono come mamma? Perché mi preoccupo tanto? Tutti a dirti 'sta storia che se la mamma è tranquilla il bambino è tranquillo... e allora grazie tanto, così mi sento pure in colpa!
E poi intorno a me tutti non vedono l'ora che il nido riprenda, e (senza offesa, ma) mi sembra di essere circondata da genitori che aspettano solo di liberarsi dei propri figli... ma è possibile?


venerdì 30 agosto 2013

come realizzare un sogno: le galosce

Post lampo, in tutti i sensi, nel senso che arriva dopo vari temporali :)

Man mano che le pozzanghere [non] di fango [per fortuna] aumentano sui nostri marciapiedi, il desiderio di LuciaEva cresce e diviene incontenibile: ergo, stamattina ha saggiato varie pozzanghere con i sandaletti.
Dev'esserci in me un qualche gene (bacato, ma anche abbastanza comune) che mi fa contrapporre a questa cosa: credo sia una forma di conservazione e passività istintuale.

Ma [per fortuna] c'è anche una parte [molto più sana], che si ricorda di quando era bambina [come un libro mi ha da poco ricordato!] e che comprende l'importanza del desiderio di ogni essere vitale, ed anzi, forse ancor più nel caso del bambino, perché il desiderio ha un'intensità altissima, legata al qui ed ora.

lunedì 26 agosto 2013

10 cose del Portogallo da portare nel cuore



Dopo un paio di giorni di ritorno da questo meraviglioso viaggio non posso che provare un po' di nostalgia, mista ad uno strano stato confusionale, che cerca di colmare la distanza che passa da questo meraviglioso viaggio alla quotidianità.
E quindi vorrei lasciare su questa pagina, così, un po' come vengono, 10 cose da portare nel cuore per tutto l'inverno che verrà!

venerdì 9 agosto 2013

l'infinito scoprirsi

Non posso che stupirmi della realtà dei fatti: la Fagottona passa ore ed ore a giocare da sola con cose che sembrano essere nulla rispetto ai bellissimi e costosissimi giochi del quotidiano... E questo secondo me è proprio l'infinito scoprirsi che solo la natura ti dona!
Un giorno in spiaggia ha passato una vita a giocare con delle piume di gabbiano, spostandole qui e lì per definire personalissime configurazioni astrali, che l'hanno messa in uno stato quasi meditativo; poi è stata la volta della corda, con la quale ha inscenato varie situazioni precedentemente vissute con mamma e papà (altro che psicoterapia!)...


Questo giocare lo considero un vero e proprio atto creativo, perché permette al bambino di ricreare la realtà e donarle un ordine interno: i bambini hanno bisogno di stare nella natura, questa è una bellissima verità che questo viaggio mi ha mostrato.
E questo è anche il vero riposo: noi adulti siamo sempre tesi verso uno scopo, dobbiamo arrivare lì a vedere questo e quello, e in questo continuo correre ci dimentichiamo di vivere il momento presente. La vita del bambino è diversa, un bambino può passare dieci minuti ad osservare un palo della luce, girarci attorno, grattarlo con il dito (e noi ci scandalizzeremo perché è sporco!), provare a poggiarci sopra la bocca (naturalmente verrà bloccato il prima possibile dall'adulto) e noi continueremo ad avere la fretta di fare qualcosa che poi verrà sostituita dalla fretta di qualcos'altro, consumando il nostro tempo in continue ansie.


Spero di conservare nel cuore questa piccola grande comprensione e di avere imparato qualcosa, ma solo la quotidianità potrà dirmelo!

giovedì 8 agosto 2013

riflettendo sul nulla...


Siamo in viaggio da una settimana ed è come essere partiti da sempre: il tempo si è sospeso, non sappiamo bene che giorno sia nè che ora sia... e ad essere sinceri nemmeno di preciso dove siamo.
Questa è la condizione ideale (per me) per rigenerare il corpo e per ristorare il cuore: è uno stato in cui si puó liberamente riflettere sul nulla e lasciare emergere ciò che sei e in cui non tutto ciò che vedi di te stesso è necessariamente bello e desiderabile, ma ti va bene così perché tanto sai che non potresti essere altro.

martedì 30 luglio 2013

in partenza per il Portogallo!

Finalmente il momento é arrivato: siamo in partenza per il Portogallo! É il nostro primo vero viaggione con la bimba... e, certo, con lei ci siamo sempre mossi ed abbiamo girato molto, siamo stati anche a Parigi lo scorso anno, ma questa volta é diverso... o almeno, io lo sento cosí!

Quindi, giovedí mattina aereo fino a Madrid, poi macchina a noleggio e, dopo aver raggiunto due carissimi amici (con tre cani, gulp!), si parte per tre settimane di campeggio, mare e meravigliosi luoghi da scoprire.

Ancora dobbiamo decidere che giro fare e quali cittá visitare, ma a noi i viaggi piacciono cosí: poco strutturati e molto molto ispirati al sentire del momento, alle persone incontrate ed alle suggestioni ricevute ;)
Unica certezza: Lisbona, che desidero vedere da quando (circa vent'anni fa) dopo una litigata con mio attuale boys del momento, andai al cinema da sola (per la prima ed unica volta) a vedere Lisbon Story, che non mi piacque per nulla (ero troppo giovane, forse), ma che mi lasció una fortissima attrazione verso questa pittoresca e sognante cittá.

Dovremmo avere una connessione e quindi spero di riuscire a condividere immagini e sensazioni raccolte in viaggio!

A presto :)



giovedì 18 luglio 2013

chiuso per ferie?

Si! Chiuso per ferie!!!

... No, non è vero, ma in effetti è un po' così che mi sento in questi giorni... Ho il desiderio di digiunare dalla rete: questo gesto automatico che mi porta a prendere in mano l'iPhone ogni tot alla ricerca di qualcosa che possa colmare un vuoto di attenzione, che mi sottrae dal momento presente alla ricerca di un nulla che possa occupare un po' di spazio, dove invece la domanda di senso c'è, se la di lascia emergere, insomma tutto questo mondo così social che peró è legato a un presente che ti fa volare poco, troppo poco, almeno per ciò che desidero io ora, tutti questi Like che ti danno l'illusione di importanza... insomma, sto iniziando a starmi un po' antipatica, nelle mie forme di dipendenza spasmodica dal network ;)

Quindi, pochi aggiornamenti in questi giorni, mentre mi ricarico e cerco un po' d'ispirazione altrove: nella carta stampata, nei paesaggi e negli sguardi delle persone.

Intanto, buona estate a tutti!

sabato 6 luglio 2013

addio al pannolino: un anno dopo

Siamo in piena estate ormai e molti genitori si apprestano a sostenere i propri cuccioli nel dire addio al pannolino: mi sembra ieri quando, un anno fa, abbiamo iniziato i nostri primi passi in questa direzione ed inquesti giorni mi sono trovata spesso a pensarci, quindi vorrei condividere cosa ho imparato da questa esperienza.
La prima cosa che ho imparato è che una volta tolto il pannolino ci vorrà un tempo prima che il bimbo "impari" a riconoscere, verbalizzare e controllare lo stimolo: per ogni bambino è diverso, alcuni ci mettono un attimo, altri qualche giorno oppure addirittura dei mesi, quindi bisogna avere tanta fiducia e pazienza. La prima fase è proprio prendere consapevolezza di ciò che accade al proprio corpo (cosa non scontata, visto che per tutta la vita questo processo è stato automatico, nascosto ed anche super assorbito!) per cui è naturale e giusto che facciano pipì e cacca addosso.

Io mi ero munita di tele cerate per proteggere i divani e il letto e ne avevo anche tagliato dei pezzetti per il passeggino e per il seggiolino della macchina.

Una mia meravigliosa amica mi aveva prestato degli stracci super assorbenti in microfibra, che mi portavo sempre dietro: avete presente essere al bar ed accorgersi di avere battezzato il pavimento di fronte al banco delle brioches? Ecco, con un bel rimedio pronto in borsa vi assicuro che l'imbarazzo assoluto che vi assale si smorza un tantino ;)

Naturalmente avevo sempre in borsa anche due o tre cambi completi per la cucciola e il mio vasino portatile (di cui ho parlato qui), che non è di certo indispensabile, ma che a me ha aiutato molto!

Ogni due ore circa (se non si rifiuta potete provare anche più spesso) invitateli a venire sul vasino e intratteneteli con qualche bel gioco (noi leggevamo un sacco di libri). Meglio ancora se fate pipì insieme: i bimbi ci adorano, siamo così importanti per loro e importante (e vitale) è imparare da noi.

Non forzateli mai, dev'essere una gioia e, se dovessero andare in contrapposizione, smettete di proporre il vasino ed aspettate un tempo prima di riprovarci (magari in modo diverso). Io, quando c'è stata la fase della contrapposizione la lasciavo comunque senza il pannolino, per lei non era un fastidio bagnarsi, ma ogni bimbo è diverso e la cosa migliore è sempre cercare di fare ciò che mette lui a suo agio!
Ah, una cosa importantissima: non sgridateli mai, nè umiliateli o derideterli, quando la fanno addosso, è davvero terribile e controproducente!

E soprattutto divertitevi! Acquisire il controllo degli sfinteri é una fase importantissima nel percorso di ogni essere umano, un primo passo dalla dimensione di dipendenza (in cui il bambino ha bisogno di avere tutto) verso una conquista di autonimia, in cui inizia a donarvi egli stesso qualcosa: la sua cacca e la sua pipì. 

Ognuno ha il diritto assoluto di vivere la propria crescita nella gioia!

P.S.

sabato 29 giugno 2013

Le domande dei bambini

Da un paio di mesi circa siamo entrati nella fase dei perché e ultimamente le domande della Fagottona stanno diventando sempre le più protagoniste nei nostri discorsi. 
Inoltre ha da poco "inventato" questo divertente gioco della "catena dei perché" [che tra l'altro è un vero e proprio esercizio che i monaci tibetani fanno nei monasteri] e che in effetti richiede non poca sensibilità, disponibilità ed attenzione; almeno da parte di una mamma!

A un certo punto mi sono accorta che quando una domanda mi raggiungeva avevo la sensazione di non essere pronta e di dover andare a pescare chissà dove una risposta verosimile e spesso mi trovavo a dire troppo o troppo poco. Non che la cucciola sembrasse insoddisfatta della mia risposta, ma in fondo mi dicevo: se non mi sento coerente io nel dirlo come posso aspettarmi che questa cosa suoni bene a lei?

Ho provato allora a fare un passo indietro, a cercare un modello di riferimento ed ho trovato questo interessante libro, delle Edizioni Red "le DOMANDE dei BAMBINI" di Paola Santagostino.

Mi si è subito aperto un mondo perché ora comprendo meglio le domande di mia figlia, e soprattuto riesco più chiaramente a vedere cosa mi sta condizionando nel dare una risposta: riesco a vedere quale tipo di "interferenza" sta agendo in me in quel momento. Mi accorgo che a volte non comprendo la domanda perché ho un senso di colpa, un'aspettativa, una convinzione oppure semplicemente sono distratta da altro, stanca o nervosa. 

Sto osservando che dietro una domanda a volte c'é semplicemente la richiesta di attenzione e che in quei momenti "basta fermarsi un attimo", guardarsi negli occhi e sorridersi, per risolvere la vera esigenza di quel momento. Altre volte scopro invece che quella che per me é una domanda filosofica o che necessita di una risposta scientifica (per cui io sono totalmente a corto di strumenti!), é in realtá solo l'involucro di un bisogno di rassicurazione (ovvero il suo "pecché il 'tuo' papá deve andare a lavoare?" in realtá  puó  semplicemente essere un "perché papá non è qui con me?" e quindi - stringendo - un "rassicurami sul fatto che non verró abbandonato").
Scopro che dietro la generalizzazione di ogni domanda ("dove sono i bimbi adesso?") c'é sempre l'esigenza di comprendere meglio qualcosa di direttamente collegato a lei stessa ("perché io no sto piú andando al nido?", ed anche, "potrei doverci andare dopo?").

E tanto altro ancora c'é da comprendere e da osservare, perché (in prima persona) dobbiamo ricordarci che é importante rispondere correttamente alla domanda che la vita ci pone ogni giorno e perché (come educatori) dobbiamo tenere presente che fin da piccolissimi vengono gettate le basi di una percezione sicura di se stessi e del mondo che ci circonda, e che la capacitá di comunicare  é una parte importante nella costruzione di questo meraviglioso puzzle che riflette l'immagne di noi stessi.

Mentre leggo questo libro mi si apre un mondo... appena lo finiró vi scrivó un piccolo bignami!



lunedì 24 giugno 2013

essere gruppo, ovvero "il piccolo grande utero"

É cosí che mi han detto essere il gruppo per una persona: un luogo che ti accoglie, ti contiene e ti trasforma; un piccolo grande utero sociale.

Quando ero piccola ero assetata di contatti, amicizie, amore; ho avuto le mie amiche del cuore, ma sono passati molti anni prima di appartenere ad un gruppo. Con l'adoloscenza mi sono trovata nel mio primo gruppetto: noi cinque amici del cuore (e quante turbe adoloscenziali anche lí!) con cui ho vissuto in un turbine di emozioni, gioie, scoperte e grandi dolori, come solo l'assoluto caos ormonale dell'adolescenza sa darti... a questo sono seguiti altri gruppi, uno per ogni fase della vita, ed ogni volta come risposta alla Ricerca di senso che l'etá di quel tempo mi chiedeva.

Oggi per me il gruppo é la mia famiglia, ma quando si creano dei circoli di energia fra persone che collaborano allo stesso scopo (come per la lettura scenica appena vissuta, o con le persone meravigliose che frequentano con me il corso Montessori!), bé, questo riaccende subito una magia speciale, che solo l'altro da noi riesce a donarmi: la magia della condivisione, dove ti vedi di più e ti vedi piú vero, grazie allo specchio dell'altro.


La mia Fagottona ha solo 2 anni e mezzo, il suo contenitore principale siamo ancora noi, ma giá adesso riesco a vedere come il gruppo per lei sia fonte di crescita, di esperienze nuove (gli altri fanno cose diverse da come le facciamo noi), a volte di difficoltá (i bambini sanno essere semplicemente spietati).
Vedo che il gruppo risveglia in lei un'emozione primordiale, in cui la stanchezza, le paure, le abitudini e tutto ció che di solito la limita si trasforma in una dimensione di possibilità nuove e divertenti.

Dopo che trascorre un tempo (anche breve) in condivisione sembra crescere di mesi: fra bambini di età (e non solo) diverse, il più grande accende nuovi aspirazioni facendole da modello, il più piccolo la mette di fronte a nuove responsabilità, chiedendole di essere attenta e sensibile verso chi ne ha bisogno... è una grande possibilità di crescita, che solo l'insieme può dare.

mercoledì 19 giugno 2013

Storie di notte... Notte di luna

Un paio di mesi fa siamo accorsi al richiamo di Silvia, che desiderava fare qualcosa di ispirante e creativo per i bambini [e per sé] e cosí, come quattro anime innamorate della vita, abbiamo iniziato ad incontrarci per capire cosa, come, quando fare...


La scelta é atterrata su questo sognante albo illustrato "L'uomo della luna" di Beatrice Masini e Nicoletta Ceccoli, edizioni Arka.


E dopo qualche serata, molte risate, idee ed emozioni condivise, finalmente ieri sera abbiamo presentato ad una ventina di bambini (e mamme, papá, nonni ed amici) questa meravigliosa lettura scenica: "storie di notte... notte di luna".


E tutti insieme abbiamo cosí attraversato questa dimensione di sogno, parole e proiezioni, che ci ha portato in viaggio con l'uomo della luna e Sofia, attraverso la notte incantata.

La lettura scenica é stata fatta a FareFaró, con gli attori Veronica Benuzzi e Silvia Serra, il super tecnico [mio Amore] che proietta magie con il video mapping di Stefano Baraldi, ed io, che ho lavorato nella parte oscura della luna, quella che non si vede mai, dove a volte anche l'uomo della luna scompare.


martedì 18 giugno 2013

coraggio e intensità


Mentre eravamo in treno ho incontrato una donna con una bellissima pancia di 34 settimane!

Sono sempre attratta moltissimo dalle donne incinta [non a caso si dice che sono "in stato interessante"] ed abbiamo subito iniziato a parlare insieme; e così alla mia domanda "è il primo?" mi ha risposto, dopo un attimo di esitazione, "no, è il secondo, il primo l'ho perso a 32 settimane".

Ho letto nei suoi occhi una tristezza, non ancora trasformata dal quel nuovo battito che pulsava in lei... certo, era felice, ma anche spaventata ed incerta, perché in effetti nulla si puó mai dare per scontato. Da parte mia mi sono sentita a disagio ed ho cercato subito di riempire quel vuoto [che solo la Vita e la Verità sanno creare così intensamente] esprimendole la mia empatia, comprensione, desiderio di trasmetterle la fiducia per quella nuova vita che portava in grembo e... E che cavolo! Ma perchè non me ne sono stata zitta? Sarebbe bastato guardarla negli occhi un secondo di più e stare ad ascoltare, invece che parlare.

Mi accorgo quindi che spesso mi assale questo bisogno di riempire un vuoto, ma a volte è proprio quel vuoto che può portare una guarigione, se viene compreso, accolto, orientato.

Non che sia successo nulla di male, intendiamoci, ma la mia sensazione è stata quella di essere troppo: troppo veloce, troppo [finto]comprensiva, troppo tappabuchi.

Come se al dolore non si dovesse badare, perché sennó poi diventa vero.

Vi è mai accaduto?

Io oggi questa impressione voglio tenermela salda nel cuore, a ricordo della grandissima possibilità che si cela nell'attesa; nel momento di sospensione che c'è fra lo stimolo e la risposta.


giovedì 13 giugno 2013

gioco sul concetto di uguaglianza


Vi avevo già parlato della nostra passione per gli animali della Schleich, con i quali (ispirata dal libro di Grazia Honneger Fresco "Un nido per amico"), da molto tempo volevo proporre a LuciaEva un gioco sul concetto di uguaglianza.
Per fare ciò avevo provato a scattare delle fotografie dei vari soggetti su sfondo neutro, ma visto il risultato mediocre avevo abbandonato il progetto. Oggi peró ho trovato questa bellissima proposta della DJECO: si chiamano "Falshcards" e non sono altro che carte tematiche, che rappresentano varie categorie e con cui è possibile proporre vari giochi di osservazione ed associazione.

Vero l'età di un anno nel bambino inizia a crescere progressivamente l'interesse per i vocaboli, ed anche se ancora non sa nominare ciò che vede risulta sempre più evidente il suo interesse per il mondo che lo circonda: punta in dito indice verso ciò che lo attrae.
E importante quindi proporre al bambino sempre più materiali figurativi come aiuto al linguaggio, fatti di immagini grandi e nitide degli oggetti a lui familiari.

Presto il bambino inizierà a cercare di avvicinare cose uguali e questo è il segnale che la sua mente sta compiendo un passo importante verso l'acquisizione del concetto di uguaglianza.



Quindi oggi finalmente (un po' in ritardo sui tempi) ho potuto presentare questo gioco alla nostra Fagottona: ho preso un vassoio basso che è diviso in due, ed ho messo da un lato le immagini degli animali e dall'altro lato gli animali di plastica (fino ai 3 anni circa potete presentare coppie di 6 immagini alla volta, successivamente anche 12).

Tutto il resto l'ha fatto lei, perché si sa i bambini la sanno lunga!

lunedì 10 giugno 2013

sui capricci, le paure e quant' altro!



È un periodo in cui ciò che accade al mio interno e gli eventi della vita quotidiana stanno prendendo nuova forma... o meglio, la forma forse è più o meno la stessa, ciò che cambia realmente è l'ordine delle cose.

Ebbene si, sto mettendo ordine nella mia storia personale!


Diventare genitore è stata (fra le molte novità) l'occasione per ribaltare in me alcuni giochi di forza e vedere con occhi nuovi dei comportamenti che avevo meccanizzato e che non portavano più frutto nella mia vita: le classiche cose che non vanno giù, ma che non indaghi, perché in fondo è più facile proseguire sulla strada conosciuta che mettere in discussione le cose.
Ma [come dicevamo] ogni cambiamento richiede impegno, coraggio, forza e [secondo me] anche uno sguardo nuovo, spesso esterno [non per forza, o forse si?], che ti aiuti a portare luce.

Ed è così che, ormai sempre più vicina ai quarant'anni mi trovo oggi a mettere in discussione molte cose e a pormi nuove domande.
Mi accorgo che per una vita ho fatto cose che non mi motivavano e non mi gratificavano, solo perché rispondevo a dei bisogni/paure frutto della mia storia personale.
Scopro che cercare di individuarsi e realizzare ciò che si desidera è molto più difficile [ma è anche molto più naturale] di ciò che credevo.

E in tutto questo ringrazio del fatto che sono una mamma, e quindi ho una responsabilità grande: la responsabilità di dare una risposta significativa alla domanda che tutti i giorni la mia vita mi pone, perché ora rispondo non solo per me, ma anche per quei due occhietti che dipendono da me; che la vita mi ha affidato [per un tempo], e che tanto verranno modellati dai suoi genitori.

La mamma e il papà sono uno specchio intimo e profondissimo di ciò che il bimbo sta vivendo e quindi con loro egli è senza filtri: quando mia figlia è entrata nei "favolosi" terrible two è stato un po' un trauma per me, perché non la riconoscevo più, ma ora invece mi sento un'eletta, perché comprendo che attraverso di me lei può fare emergere ogni suo conflitto e difficoltà: esprimerlo, dargli una forma ed imparare a conoscersi.

A volte può essere che mi faccia una scenata perché sta covando un qualche nuovo virus [ad esempio, prima che le si manifestasse la varicella mi ha fatto impazzire] oppure perché qualcosa di difficile è accaduto nella sua giornata, o forse semplicemente altre volte sente che io sono distratta, preoccupata, nervosa.
Le motivazioni possono essere infinite e forse non ha nemmeno troppo senso chiedersele, ciò che conta è invece Esserci.

Dedicare un tempo di qualità, un'attenzione vera ai nostri figli: donargli quel modello e quell'energia che solo noi possiamo dare loro e che è puro, incondizionato Amore.

martedì 4 giugno 2013

the versatile blogger?


Grazieeee!!!! Si, perché finalmente mi sento di ritirare questo premio che mi ha regalato MammaBaby, e ci ho messo un po', perché alla fine ricevere un premio è soprattutto donarlo e per donarlo bisogna avere in mente qualcuno e poi contattarlo, etc etc... ah, e poi lo sapete che qualcuno i premi non li ritira nemmeno? Ma si, ci sono blogger che non vedono l'ora di ricevere un premio ed altri che che non ne sono molto interessati e quindi, nell'assegnare un premio, a un certo punto ti viene pure il dubbio che magari gli stai un po' rompendo le p@lle...
Bé, se avete dubbi su di me vi dico subito che ricevere i premi mi piace moltissimo ;)

Ma torniamo a noi, il premio prevede di dire 7 cose su di sé e poi di passare la palla ad altri 15 blogger.
  • sono costantemente alla Ricerca di me stessa
  • ... e forse finalmente sto iniziando ad individuarmi un po' :)
  • vivo in bilico fra dentro e fuori
  • amo l'arte, in molte sue forme
  • adoro essere mamma e mi sento fortunata ad esserlo
  • devo ricucire qualche strappo del passato e sciogliere parecchi nodi
  • la cosa che desidero di più in assoluto è di vivere una Vita Vera
E questi sono i blog a cui assegno il premio... ah, una precisazione: il premio lo assegno a "sentimento", e quindi molti blog che ho scelto oggi sono nuovi incontri (frutto del MammaCheBlog) ed altri sono vecchie passioni intramontabili!

Forse qualcuno l'ha già ricevuto, ma è comunque un pensiero che si rinnova per voi :)
Appena ho il tempo corro ad avvisarvi, intanto
un abbraccio a tutti!!!








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