lunedì 7 gennaio 2013

educare, ovvero: ammaestrare, pontificare, essere da modello

In questi giorni mi sono vista spesso "pontificare" sul cosa si fa e cosa non si fa, mi sono scoperta a cercare di "ammaestrare" mia figlia per insegnarle le "buone maniere", ed ogni tanto mi sono osservata nell'essere un modello.

In realtá noi siamo sempre inevitabilmente modelli per i nostri figli, che ci guardano con occhi colmi d'amore ed affamati di conoscenza, poiché la loro missione oggi é proprio questa: imparare il mondo e conoscere se stessi.

Ma in questi giorni ho messo a fuoco una cosa per me molto importante, ho compreso un po' meglio cosa puó significare essere un modello orientante.


Durante queste vacanze ho messo a nudo molti miei campi di miglioramento ed uno di questi riguarda la disponibilitá, in particolare la disponibilitá nel rapporto educativo.
Cosa intendo con disponibilitá?
Intendo l'esserci senza interferire, creando uno spazio di contenimento (fisico ed emotivo) che permetta al nostro bimbo di sperimentare il momento, di conoscersi e di trovare quelle risorse interiori che gli permettono di crescere!

Faccio un esempio semplice, da un mese e mezzo circa la Fagottona di sera non si addormenta piú col seno, é stato un passaggio graduale, che ho cercato di fare seguendo i ritmi di entrambe (tra l'altro ancora la allatto un po' prima di andare a letto, ma poi ci mettiamo lí e ci viviamo il momento, finché lei si addormenta).
Naturalmente ci sono serate semplici e serate difficili, e proprio in una di queste, in cui mi sembrava che invece che rilassarsi la bimba si agitasse sempre piú, alzandosi, giocando, gridando ed anche un po' piangendo, mi sono accorta che io per esserle da modello, dovevo contenerla, lasciandola libera di fare quello che sentiva, ma all'interno di uno spazio ben definito, con una direzione chiara.

Avrei voluto "fare io per lei" per "mettere a posto velocemente" quella situazione, decidendo cosa fare e cosa non fare in quel momento, ma ho visto che in realtà bastava veramente poco: qualcosa andava di certo determinato, ma non tutto e soprattutto io non potevo decidere come si sarebbero svolti gli eventi, potevo solo dare una direzione chiara, magari seguendo un rituale (che la rassicurasse e creasse in lei dei riferimenti), cercando di essere per lei una condizione favorevole, in cui conoscersi, sperimentarsi e trovare le proprie risorse vincenti.

Pontificare - secondo a me - non serve a molto, se non a creare una rassicurazione in noi genitori, mentre ammaestrare (del tipo: "come si dice? grazie"..) crea delle buone abitudini, ma volte queste sono prive di comprensione nei nostri bimbi. Essere da modello invece e lasciare ai propri figli la possibilità di arrivarci da soli radica in loro delle consapevolezze che li accompagneranno per tutta la vita.

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