venerdì 15 febbraio 2013

"il parto attivo a casa" di Giulia Nonne


Ho partorito solo tre giorni fa e sembra esser passato già un mese..
E questo è un segno chiaro. 
Significa che l'esperienza della gravidanza e della nascita sono eventi della vita davvero 'straordinari', nel senso che ci permettono di astrarci dalla nostra abituale percezione del tempo, dello spazio, dell'abitudine del vivere e ci immergono in un 'altro' tempo e in un luogo che ci appaiono magici, perché governati da altre 'leggi'. D'altronde la Vita non è un miracolo?

Per questa gravidanza ho scelto un percorso molto diverso da quello precedente. Ho desiderato fin dall'inizio di poter fare un'esperienza di consapovelozza che è maturata mese dopo mese fino a compiersi nella sua massima espressione del parto cosiddetto 'attivo', che ho scelto di fare tra le mura della mia casa.
E quando il frutto è divenuto maturo ho partorito, come fosse la prima volta. 
E' stata un'esperienza fisica, emotiva e direi anche spirituale completamente diversa dalla precedente (lo scorso parto è stato indotto con ossitocina, mi sono state rotte le acque meccanicamente, ho subito un'episiotomia e mi hanno fatto partorire sdraiata supina su un lettino con i medici che spingevano sulla mia pancia per fare uscire Gabriele..insomma un parto molto 'medicalizzato' per varie vicissitudini che non sto qui a spiegare).
Era dunque chiaro dall'inizio che questa volta avrei cercato un'esperienza diversa a partire dal corpo, cercando una maggiore partecipazione e sensibilità, un contatto più intenso con il bambino, per accedere alle mie risorse interiori e sentirmi protagonista dell'evento.
Grazie a tre ostetriche incontrate dai primi mesi di gravidanza ho potuto maturare piano piano l'idea che avrei partorito in casa. Sono arrivata a questa decisione grazie ad un lungo lavoro di documentazione e di informazione, necessità che la prima volta non avevo neanche preso in considerazione e diritto, io credo, di ogni donna che entra nell'esperienza della gravidanza ma di cui nessuno si assume l'impegno e la responsabilità. Esistono alcune associazioni di ostetriche, ginecologi e genitori che nascono per diffondere più informazioni possibili sull'argomento, riscontrando successo in alcune regioni italiane dove il parto in casa viene rimborsato e assistito da ostetriche, in alcuni casi, fornite dal personale ospedaliero. In altre regioni, invece, il parto attivo e il parto in casa rimangono ancora un tabù o, come culturalmente viene più chiamata, una scelta 'coraggiosa'.
Eppure ci sono così tante cose da sapere sul parto fisiologico!
Non potevo immaginare di trovarmi a reinterpretare così radicalmente l'esperienza del mio primo parto che fino a poco tempo fa consideravo l'unico modo possibile di partorire..
Ma qui devo sintetizzare..e vi racconto semplicemente che, ad un certo punto della mia ricerca, è diventato chiaro che a casa non avrei 'rischiato' nulla di più di quello che avrei potuto rischiare in ospedale, essendo, la mia, una gravidanza non considerata 'a rischio'. E non solo. Era diventato altrettanto chiaro che potermi concedere questa esperienza in un luogo e in un contesto accogliente, protetto e intimo come la mia casa avrebbe anzi potuto escludere la possibilità di incorrere in una serie di complicazioni che, in effetti, in ospedale, si erano verificate..
E così, dopo aver tempestato le mie ostetriche di domande, dopo aver fatto numerose ricerche sul web, e aver letto alcuni libri, la mia decisione è diventata radicale. 
Mi sentivo completamente sicura della mia scelta. Per me e per il bambino. E questo aspetto è fondamentale. 
Per una donna che deve partorire è centrale sentirsi a suo completo agio, e in totale sicurezza per poter fare una buona esperienza. Quindi non importa che una donna scelga l'ospedale per partorire piuttosto che l'ambiente domestico. E' importante che la sua scelta sia semplicemente una scelta consapevole.
Dal sesto mese ho deciso di partecipare ad un corso per gestanti in piscina molto efficace sul versante della preparazione muscolare e sullo sviluppo di una maggiore sensibilità del corpo e ho scelto un percorso di preparazione alla nascita con le ostetriche che poi hanno assistito al mio parto in casa e con cui ho potuto sviluppare nei mesi precedenti di frequentazione una relazione di intimità e fiducia fondamentali per poter fare l'esperienza che poi si è compiuta. Tutto quello che ho studiato e sperimentato nel corso l'ho ritrovato al momento opportuno e l'ho utilizzato. 
Uno dei momenti più significativi che ho vissuto è stato nella parte finale del parto. Proprio in quella fase, quando mi sentivo più stanca e mi sembrava di non trovare la forza ad andare avanti, una magia è accaduta e forse accade ad ogni donna che sta partorendo. Ad un certo punto, la 'resa' diviene l'unica strada possibile da percorrere. Non è più possibile resistere al dolore. Bisogna cavalcarlo cercando dentro di sé un'energia nuova che viene associata all'elemento del fuoco. Io lo vedevo davanti a me e attraverso la voce (novità per me assoluta) ho iniziato a richiamarlo e ad accenderlo. Il fuoco è arrivato ed io ho scoperto una nuova Me.
Un momento incredibile anche per la consapevolezza e la visione che avevo di me stessa in quell'istante: osservavo perfettamente i miei limiti (le rigidità del mio corpo durante il dolore) e le mie possibilità di espansione, di scioglimento e di trasformazione.
Mi sono potuta spingere in spazi interiori ancora per me sconosciuti dove ho trovato nuove fonti di energia, di forza e di coraggio. Altre aree non mi è stato concesso svelare, ma so intimamente che rimangono lì ad aspettarmi. Questa è una meravigliosa sensazione: il limite come 'sicura', come protezione, pronta ad essere abbandonata in tempi più maturi..Nessun giudizio, nessuna recriminazione..
E così ho compiuto il passo avanti a me, ho aperto tutta me stessa alla vita e all'abbandono e il miracolo si è compiuto.

Ma c'è molto molto di più. In un preciso momento di rilassamento tra una contrazione e l'altra ho sentito che quello che stava accadendo, l'Evento, era il frutto di un lavoro d'insieme, in cui io rimanevo certamente la 'protagonista', ma in cui ognuno aveva un posto centrale nel suo specifico ruolo. Le ostetriche sono state perfette. Facilitavano il mio cammino con estrema sensibilità, empatia, ascolto in un silenzio che appena giungeva mi ridava tutta l'energia di cui avevo bisogno..passo dopo passo..
Il mio compagno era lì con me e con me 'soffriva'. Era partecipe all'evento con tutto se stesso. Mi massaggiava durante le doglie, mi teneva le mani e mi incitava durante le ultime spinte, incoraggiandomi con la sua commozione e la sua gioia nel veder sorgere suo figlio. E l'aria tutto intorno a noi sembrava intrisa di energia, di un'energia ibrida proveniente dall'incontro di mondi a confine. Ero in una specie di trans. In alcuni momenti tra il sonno e la veglia mi sembrava addirittura di parlare a delle forze invisibili. E Francesco è nato nella pace, meraviglioso, indisturbato da qualsiasi possibile interferenza.
E tutto questo sarebbe potuto accadere in ospedale?
Questo è il punto. Forse sì, forse no.
Per me non lo sarebbe certamente stato. Ma non tutti, ripeto, cercano questo tipo di esperienza dal parto. E per questo il parto in casa non è la scelta migliore per tutti.
Ma sono convinta che più donne e uomini possibili debbano sapere che questa esperienza è possibile, in totale sicurezza. 
E ora che ho condiviso con voi la mia esperienza posso dire, solo ora, che si è veramente conclusa.


Voglio ringraziare con tutto il cuore le persone senza le quali non avrei potuto realizzare il mio 'progetto di una nascita senza violenza':
il mio compagno Efrem, le due ostetriche che con infinita pazienza e sensibilità mi hanno sostenuto Giusi e  Christiane, mia madre, Gabriele (l'altro mio figlio) e naturalmente Francesco!

2 commenti:

  1. Un racconto così vivo... grazie!

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  2. Mi hai fatto rivivere il mio parto in casa, e sto ancora asciugandomi le lacrime! Grazie Marisel

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i tuoi commenti danno senso al mio blog, grazie!

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