giovedì 7 marzo 2013

e poi il rosa a me "mi" piace!

Ok, niente convenzioni, niente stereotipi e niente luoghi comuni, indottrinamento e schemi precostituiti! E  poi ancora no alla limitazione della libertà personale e all'immaginazione... e poi... e poi: ma... e mi dico proprio MA!
Ma (primo): so di non essere così illuminata da poter essere sempre neutrale con mia figlia.
Ma (secondo): il rosa a me piace!

Questo post partecipa al Blog Tank di Donna Moderna


La prima tutina che la Fagottona ha indossato sul suo neonato corpo era viola, la seconda bianca e poi quella dopo gialla e poi ancora ce n'era una a righine di tutti i colori che ci avevano prestato, e così via per tutto ciò che la circondava: amiamo i colori, tutti, e amiamo circondarci di diverse suggestioni e lasciare che le mille sfumature della vita evochino in noi emozioni differenti e ricche di senso.

Ma il rosa a me piace e trovo che su una bimba stia benissimo, e probabilmente anche su un bimbo, ma non avendo figli maschi non so dirlo per certo ;)
Mi rendo conto però che la questione è molto più ampia e che rischiamo davvero di limitare il mondo percettivo dei nostri figli, solo perché rispondiamo alle nostre paure, ai nostri bisogni, senza chiederci quale è il meglio per l'altro (si, perché mio figlio, anche se è "mio" figlio" è altro da me, un universo a parte, che ogni giorno mi è dato da scoprire, con rispetto e amore).
Mi rendo conto che, sarà un fatto culturale o educativo, sarà frutto dell'ignoranza, sarà che siamo piccoli e spaventati da ciò che non conosciamo, ma il timore di vedere i nostri figli "diversi" alberga in (quasi) tutti.

E quindi cosa si può fare? (e secondo me si deve fare)
Si può provare ad ascoltarsi e a lavorare su se stessi.
Posso vestirti di rosa o di azzurro, ma se sto proiettando in te una mia paura allora ti sto vestendo di catene che ti accompagneranno dolcemente per tutta la tua esistenza.
Posso darti in mano una bambola o un trattore, ma se mentre tu giochi io non riesco a restare al tuo fianco neutro, in silenzio, per cercare di sostenerti e di contenerti così come sei, per cercare di fare emergere ciò che tu sei, allora sto facendo un gioco che ci limiterà sempre e comunque.

Insomma, secondo me, possiamo essere convenzionali o no, ma è il luogo da cui nasce l'intenzione a fare per noi la differenza. Ed è il provare ad ascoltare e assecondare le naturali inclinazioni di mio figlio, ma anche a creare per lui un ambiente che solleciti e sviluppi le aree più deboli del suo carattere, che può fare la differenza per lui.


2 commenti:

  1. Molte volte e' difficile uscire dagli schemi, ma seguire la naturale inclinazione nostra e dei nostri figli e' il primo passo. Bel post. Piacere di conoscerti sono Mamma Piky.

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    Risposte
    1. Si, è proprio così!
      Piacere mio, vado subito a leggerti :)

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