mercoledì 13 marzo 2013

un passo indietro verso la mediazione

Ogni giorno che passa ci immergiamo sempre più in quella meravigliosa fase che viene definita terrible two: evvai!!!

Premetto che alla fine io ai terrible two non è che ci credo poi molto, o meglio, non metto in dubbio che sia un momento  in cui vien messo in discussione tutto ciò che prima era diventato (quasi) scontato e che: quando finalmente hai superato le ansie dei primi tre mesi, hai dato riposta ai dubbi del primo anno, e ti stai un po' abituando ad una sempre maggiore autonomia (del cucciolo e tua) arrivano questi giorni uragano, in cui tu devi stessa metterti in discussione, se vuoi uscirne serena.

Questo perché tuo figlio va veloce, cambia ogni giorno e soprattutto riesce a presentarti sempre nuove prove, a cui sei impreparata.

La nostra tragedia quotidiana da qualche giorno sono le scale: non ce nè, lei proprio non le vuole fare, e ogni volta sono scenate da manuale, da cui entrambe usciamo stremate, amareggiate, tristi.


E ancora una volta mi dico che ormai le ho provate tutte, o forse no, ma: ho provato a parlare, ho provato ad essere dura e anche ad essere super-paziente, a prepararla prima a "ciò che ci aspettava" e poi a prenderla di sorpresa, o provato a cantare, a ricordarle il libro del "Piccolo Canguro", ed anche addirittura a contrattare uno scambio (cosa a cui sono contraria) del tipo "se vieni su poi facciamo questo". Ho provato a lasciarla lì ed anche a restare al suo fianco, sedute sui gradini, per intere mezz'ore... insomma, alla fine mi sono esaurita.

Sono arrivata a un punto in cui il nervosismo era alle stelle, un paio di volte l'ho addirittura trascinata (cercando di non farle troppo male, ma lasciando che le facesse un po' male) e in effetti dopo una rampa fatta in quel modo le altre due le saliva da sola; ma il pensiero di ricorrere ogni volta ai metodi duri mi fa accapponare la pelle, perché in realtà io ai metodi duri non ci credo.

Ho osservato una cosa importante, si era creato un solco in entrambe, per cui ogni volta che si ripresentava la sollecitazione partivano una serie di comportamenti automatici, sempre identici, che portavano sempre allo stesso risultato: le scale no.

Su consiglio di una mia amica da ieri sto provando a cambiare modo: se mi chiede di essere presa in braccio la prendo in braccio. Lo considero un passo indietro, che va verso la mediazione. Un modo di ripulire l'esperienza e lasciare che un po' serenità torni fra noi.
Ho detto chiaramente alla Fagottona che questa è una cosa che potrò fare solo per qualche giorno, ma che ci tenevo a non farla soffrire più e a non soffrire più io.
Stamattina ha fatto da sola una rampa e mezza, poi non ha più voluto continuare, ma almeno mi è sembrata una risposta nuova e pulita.

E per il domani mi resta un gran punto di domanda, perché non so davvero come fare, ma anche questa è la magia dei figli, che ti insegnano a conoscerti e ad educare.
  

6 commenti:

  1. cara, Davide ha iniziato i terrible two a 1 anno e mezzo, mi ricordo che ha iniziato a dire "No" e da allora non ha piu'smesso, ha iniziato a dire "Si" verso i due anni :-) Michele invece adesso, a 11 mesi, inizia a parlare: a parte mamma, papá dice acqua, no e si!!! per le scale anche noi siamo in una situazione analoga: ma io semplicemente lo prendo in braccio, il papá no, con lui cammina senza fare storie, io a volte gli dico: adesso ti prendo un po'in braccio, poi cammini un pó, cosí parte in braccio, parte a camminare, negoziando le distanze (per due scalini, per tre scalini...). A volte funziona se contiamo insieme gli scalini, adesso riusciamo ad arrivare a 15...e quando gli dico che mi fa male la schiena... mi fa i massaggi e dice: mamma, ecco fatto, ce la fai si! ti mando un abbraccio

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  2. Bè, dai, almeno a te ti massaggia :)
    Ma perché col papà non fa storie? Siamo troppo morbide o siamo solo troppo mamme?

    Ti abbraccio anche io,
    ci mancate tanto!!!

    p.s.
    posto qui sotto il tuo Blog, così chi vuole lo può leggere ;)
    http://dialoghicondavide.wordpress.com/

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  3. Ciao, anche noi siamo vicini al Two, ma mi pare che siamo vicina già da circa sei/sette mesi! E' tutto un mettere alla prova, con ironia e fermezza, uno sfidarmi. Mio figlio è un bimbo dolcissimo ma di una tenacia incredibile. Proprio l'altro ieri raccontavo nel mio blog di come sia difficile chiedere scusa.http://mammamimmononsolo.blogspot.it/2013/03/sorry-seems-to-be-hardest-word.html e ci sono stati commenti che mi hanno fatto riflettere e mi hanno ferita. Si cerca di fare il meglio, di educarli con dolcezza e rigore, di non fargli mai mancare l'affetto e dargli gli strumenti giusti per affrontare la vita. Ma a volte si sbaglia.
    E' umano. Siamo solo persone che cercano di costruire cuccioli di uomini migliori di noi stesse. Buona fortuna.
    A presto
    Raffaella

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    1. Ciao Raffaella, si è proprio così, ed io ci ho messo un sacco ad accettare che potevo sbagliare e potevo addirittura arrabbiarmi e fare delle cose che non vorrei, ma che alla fine l'importante è imparare e migliorarsi continuamente.

      Detto questo, corro a leggerti,
      grazie delle tue parole e buon tutto anche a te!
      Isabella

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  4. Che poi circolano voci circa l'esistenza di un terrible three, four e via di questo passo fino ai 18. Voglio credere che siano solo capricci e soprattutto voglia di affermare se stessi e la loro autonomia, ci voglio credere con tutte le mie forze!!!!

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    1. Si, e del resto é che cosí bello che vogliano affermarsi!
      Purtroppo peró noi con le scale ancora non abbiamo trovato le chiavi d'accesso alla soluzione del conflitto :/

      Aiutooooo!!!!

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