giovedì 4 aprile 2013

il potere del linguaggio in prima persona

Ho già accennato qui al momento difficile e complicato che ci stiamo vivendo nel fare le scale... 

Dopo la tregua (che avevo deciso di concederci perché la tensione era diventata insopportabile e partiva ormai automaticamente ogni volta che ci si presentavano delle scale da fare) ho provato ad invertire la rotta e a forzare un po' la mano.

Ad un certo punto mi sono detta basta (!) e, come spesso succede quando le scelte non sono davvero "scelte" ma solo delle reazioni, ho deciso che ormai la tregua era durata abbastanza, che io non ne potevo più e che lei doveva decidersi a salire le scale da sola: insomma, è stato un vero fallimento!
La frustrazione provata dalla Fagottona è stata tale da farla piangere di rabbia e reagire fortemente, in modo anche violento, verso di me e verso gli oggetti intorno a lei.

Naturalmente il mio sconforto era alle stelle: ho ripreso a portarla in braccio su e giù dalle scale, spiegandole ogni volta il motivo per cui lo facevo e ciò che in realtà volevo.

Ma finalmente ieri c'è stata una nuova risposta: scendendo dalla macchina le ho detto: "io ho bisogno che tu salga le scale da sola, perché non ce la faccio più", ed il papà ha aggiunto "tutti abbiamo bisogno che tu salga le scale da sola" e quando poi l'abbiamo presa in braccio - novità - lei stessa ci ha chiesto di essere messa giù e di fare da sola.

Le volte dopo non siamo ancora riuscite a riprodurre la magia... e a volte mi prende ancora lo sconforto, ma sto cercando di ancorarmi fortemente al potere del linguaggio in prima persona e di rilassarmi, sto cercando di sviluppare fiducia in me e in lei.

10 commenti:

  1. Ciao! ti scopro ora... ;))
    be' posso solo dirti che io ho il problema contrario...mia figlia di quasi 12 mesi si ostina a fare su e giu' dalle scale...e fa anche 2 scalini per volta...io la tengo da dietro ovviamente.. :)
    ma dico, ancora e' incerta nel camminare e gia' fuore fare le scale...
    che tipa!
    ah io l'ho soprannominata piccola peste.. :)
    e si capisce...
    magari quando sara' ora di farle davvero da sola, fara' poi come la tua piccola! non mi stupirei per niente!
    darling

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    1. Ciao a te darling, e piacere di conoscerti!
      E poi, beata te... ma alla fine beata anche me, tanto in qualche modo devono pur metterci sempre alla prova, no?
      :))
      Ora vengo a leggerti!

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  2. Ciao Mamma di cuori, hai tutta la mia solidarietà!!!Ho avuto anch'io il "problema delle scale"...anzi, Giorgia voleva essere presa in braccio da quando scendeva dalla macchina (parcheggio dell'asilo) fino all'arrivo del suo armadietto (scale comprese) visto che la sua classe è al primo piano! Siccome ha avuto alcuni problemi con l'iserimento, all'inizio l'ho assecondata pensando fosse un bisogno di coccole ma poi dopo mesi ho capito che era solo un capriccio! Solo che volevo evitare che si mettesse a strillare per tutto l'asilo (cosa che faceva come la mettevo x terra!) e non sapevo come uscirne!Così una sera le ho detto: Lo sai che i bimbi piccoli stanno in braccio e quelli grandi camminano da soli? Insomma giuro che dal giorno dopo ha sempre voluto fare le scale da sola! Per lei il fatto di farla "sentire piccola" la spinge a comportarsi da grande! Non so se possa funzionare con tutti ma per me è stato un vero miracolo(anche x la mia schiena!)!

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    1. Ah, come capisco il "evitare che si mettesse a strillare", che spesso è una delle mie leve più grandi, ma così poco utile nella sua educazione! Invece è come dici tu, devo trovare la Sua chiave!
      Stamattina ho riprovato il "io ho bisogno che tu scenda le scale da sola" e mi ha chiesto di essere messa giù... vediamo!

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  3. premio per te...passa da me!!

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    1. ohhh... grazie, mi sono emozionata!

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  4. molto molto bello il tuo blog, ci sono arrivata per caso e già mi piace :)

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  5. Isabella ri-eccomi! :) C'ero già stata a casa tua! tutti i bambini hanno i loro tempi e noi dovremmo imparare a rispettarli, anche se ci costa fatica. Sai io ero una friccicarella, proprio il tempo e io eravamo nemiche, sempre di fretta e a soffrire quando la mia strada si incrociava con chi era più lento. Ora, oggi ho dovuto imparare ad aspettare. A volte è anche frustante ma non ci resta altro che attendere. Nell'attesa assaporiamo tutto ciò che la fretta ci porta via. Ti abbraccio

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    1. Cara,

      che bello questo pensiero,
      grazie di cuore..

      ti abbraccio anche io,
      :)

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