martedì 2 aprile 2013

"nascita di Alice" di Patrizia Chimera



La previsione di nascita di Alice era fissata per venerdì 3 dicembre... ma lei niente...Dopo aver fatto presepe e albero, alzando scatole e portandole su e giù per le scale per invogliarla a nascere (e per non dover fare ogni giorno il tracciato!!!!!), niente da fare... Poi all'improvviso domenica notte dei fortissimi 
dolori alla schiena, abbastanza frequenti e regolari...
Visto che avevo già sofferto di coliche renali, mi sono preoccupata e nel cuore della notte ci siamo precipitati in ospedale. Il tracciato, però, non mostrava contrazioni, così mi hanno rimandata a casa. I dolori continuavano, ma anche per il tracciato del lunedì mattina niente da fare. Nel pomeriggio i dolori aumentano, tanto da non poter mangiare o riposare un po' a letto... Verso sera mi convinco ad andare di nuovo in ospedale e nuovamente il tracciato non dà segni di contrazioni (e grazie, le stavo facendo tutte di reni!!!!!). Per fortuna il primario decide di ricoverarmi per sospetta colica renale. I dolori continuano, le gambe cominciano a gonfiarsi (altro che Elio e le storie tese a Sanremo) e a mezzanotte una giovane e brava ostetrica mi dice che è meglio fare un tracciato e una visita, perché secondo lei non è colica renale. Ed ecco che il tracciato comincia a segnare le contrazioni: ero già dilatata di 5 centimetri. Chiamo subito mio marito, che corre in ospedale: dalla camera mi trasferiscono nella saletta travaglio, con un orribile musica new age che faccio spegnere subito: ti pare che io sto a soffrire e mi devo sentire il cinguettio degli uccelli?  
Il papà è stato con me tutta la notte (facendomi i complimenti ogni volta che sul tracciato compariva un valore più alto: brava stai facendo il record... uomini!!!). Alle 8, dopo 8 ore di travaglio, il trasferimento in sala parto: il ginecologo del turno precedente che sarebbe dovuto andare a casa, ha voluto aspettare la nascita e io mi sono sentita coccolata. In pochissimo, ecco Alice tra le mie braccia (la fase più facile di tutto il travaglio, una passeggiata :D)... Poi qualche problemino con il distacco della placenta (il momento più doloro di tutto il parto, perché ormai l'adrenalina era finita e il dolore si sentiva tutto, mentre prima tutto sommato, nell'attesa di Alice, si sopportava meglio) e la decisione di praticare un po' di anestesia per toglierla... Poi fino a mezzogiorno non ho potuto avere Alice con me, perché non potevo allattarla: ma lei è stata brava brava con le infermiere e con le nonne che andavano su e giù per controllare che tutto andasse bene, mentre le amiche e la sorella mi portavano la meritata birra che aspettavo da nove mesi!!!!!!

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