martedì 30 aprile 2013

non mettere segni

Questo post nasce per rispondere ad antonellaVì, del blog "I colori dell'amore": una donna straordinaria che qualche giorno fa ha lanciato il contest "Se tu guardassi con il cuore oltre la disabilità" [che scade oggi e di cui scopro solo ora l'esistenza!], e che è una sfida a cui non voglio mancare... si, perché non voglio perdere l'occasione di farmi una domanda che di solito non mi pongo: la disabilità.




Il fatto è che la disabilità è un argomento enorme, di cui io sinceramente non credo di saper parlare, se non per le poche occasioni che ho avuto di incontro con piccole e grandi anime speciali.

E il ricordo più vivo che ho è questo: ho incontrato una mamma in spiaggia, qualche anno fa, mentre facevo diffusione per raccogliere fondi per il progetto "scuole nel mondo" di Fondazione Patrizio Paoletti: io distribuivo braccialetti arancioni e parlavo dei progetti e degli ideali della Fondazione e lei stava sotto l'ombrellone, al fianco di questa piccola bimba, che aveva troppi "aggeggi" [che servivano a tenerla in vita] appesi al corpo per poter stare bene... 
Questa mamma mi ha accolta con grande disponibilità, e mi ha parlato della sua bambina e del suo dolore come di un grande Amore, come della grazia più grande che avesse ricevuto, un vero e proprio miracolo di vita, che aveva portato tante guarigioni in lei e nella sua famiglia: non la dimenticherò mai e non la ringrazierò mai abbastanza per essere stata con me in quel tempo.

In pochi minuti questa esperienza mi ha insegnato moltissimo, mi ha insegnato che devo sempre provare a non mettere segni e a non sovrapporre la mia paura alla realtà, perché la vita va vissuta nel suo tempo reale, che è attimo dopo attimo e che le infinite varietà del mondo non possono che portare ricchezza, perché il nuovo genera in noi nuove risposte.

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