lunedì 24 giugno 2013

essere gruppo, ovvero "il piccolo grande utero"

É cosí che mi han detto essere il gruppo per una persona: un luogo che ti accoglie, ti contiene e ti trasforma; un piccolo grande utero sociale.

Quando ero piccola ero assetata di contatti, amicizie, amore; ho avuto le mie amiche del cuore, ma sono passati molti anni prima di appartenere ad un gruppo. Con l'adoloscenza mi sono trovata nel mio primo gruppetto: noi cinque amici del cuore (e quante turbe adoloscenziali anche lí!) con cui ho vissuto in un turbine di emozioni, gioie, scoperte e grandi dolori, come solo l'assoluto caos ormonale dell'adolescenza sa darti... a questo sono seguiti altri gruppi, uno per ogni fase della vita, ed ogni volta come risposta alla Ricerca di senso che l'etá di quel tempo mi chiedeva.

Oggi per me il gruppo é la mia famiglia, ma quando si creano dei circoli di energia fra persone che collaborano allo stesso scopo (come per la lettura scenica appena vissuta, o con le persone meravigliose che frequentano con me il corso Montessori!), bé, questo riaccende subito una magia speciale, che solo l'altro da noi riesce a donarmi: la magia della condivisione, dove ti vedi di più e ti vedi piú vero, grazie allo specchio dell'altro.


La mia Fagottona ha solo 2 anni e mezzo, il suo contenitore principale siamo ancora noi, ma giá adesso riesco a vedere come il gruppo per lei sia fonte di crescita, di esperienze nuove (gli altri fanno cose diverse da come le facciamo noi), a volte di difficoltá (i bambini sanno essere semplicemente spietati).
Vedo che il gruppo risveglia in lei un'emozione primordiale, in cui la stanchezza, le paure, le abitudini e tutto ció che di solito la limita si trasforma in una dimensione di possibilità nuove e divertenti.

Dopo che trascorre un tempo (anche breve) in condivisione sembra crescere di mesi: fra bambini di età (e non solo) diverse, il più grande accende nuovi aspirazioni facendole da modello, il più piccolo la mette di fronte a nuove responsabilità, chiedendole di essere attenta e sensibile verso chi ne ha bisogno... è una grande possibilità di crescita, che solo l'insieme può dare.

6 commenti:

  1. Sì fare gruppo, stare con gli altri li fa crescere di mesi..è proprio vero!
    darling

    RispondiElimina
    Risposte
    1. È il modo migliore per imparare divertendosi!

      Elimina
  2. Hai ragione, per questo spingiamo nostro figlio ad aprirsi di più, perché possa confrontarsi davvero e crescere con più serenità. Certo ognuno ha i suoi modi e i suoi tempi ma il gruppo fa parte del percorso ...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Si, è proprio così, ognuno ha i suoi modi e i suoi tempi... E poi in qualche modo (anche non convenzionale) il gruppo ci rispecchia sempre, anche quando sembra che non ci sia, magari è solo perché siamo una stella che brilla molto più delle altre e rischiarando il cielo offusca la visione delle stelle intorno a lei ;)

      Elimina
  3. Ed è importante che abbiano esperienze di gruppo senza adulti nei paraggi a condurre il gioco, soprattutto andando avanti con l'età. Noto che, spariti i cortili in cui giocare, questo purtroppo nelle grandi città è sempre meno possibile. Ed è un vero peccato!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Verissimo!!! Io sinceramente su questo ho ancora moltissimo da imparare, mi trovo sempre presente (avendo lei 2 anni e mezzo) e finisco sempre (insieme alla mamma dell'altro bambino/bambina) per dire qualcosa!!!
      Ma mi sto impegnando, e prima o poi imparerò :)

      Elimina

i tuoi commenti danno senso al mio blog, grazie!

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...