sabato 29 giugno 2013

Le domande dei bambini

Da un paio di mesi circa siamo entrati nella fase dei perché e ultimamente le domande della Fagottona stanno diventando sempre le più protagoniste nei nostri discorsi. 
Inoltre ha da poco "inventato" questo divertente gioco della "catena dei perché" [che tra l'altro è un vero e proprio esercizio che i monaci tibetani fanno nei monasteri] e che in effetti richiede non poca sensibilità, disponibilità ed attenzione; almeno da parte di una mamma!

A un certo punto mi sono accorta che quando una domanda mi raggiungeva avevo la sensazione di non essere pronta e di dover andare a pescare chissà dove una risposta verosimile e spesso mi trovavo a dire troppo o troppo poco. Non che la cucciola sembrasse insoddisfatta della mia risposta, ma in fondo mi dicevo: se non mi sento coerente io nel dirlo come posso aspettarmi che questa cosa suoni bene a lei?

Ho provato allora a fare un passo indietro, a cercare un modello di riferimento ed ho trovato questo interessante libro, delle Edizioni Red "le DOMANDE dei BAMBINI" di Paola Santagostino.

Mi si è subito aperto un mondo perché ora comprendo meglio le domande di mia figlia, e soprattuto riesco più chiaramente a vedere cosa mi sta condizionando nel dare una risposta: riesco a vedere quale tipo di "interferenza" sta agendo in me in quel momento. Mi accorgo che a volte non comprendo la domanda perché ho un senso di colpa, un'aspettativa, una convinzione oppure semplicemente sono distratta da altro, stanca o nervosa. 

Sto osservando che dietro una domanda a volte c'é semplicemente la richiesta di attenzione e che in quei momenti "basta fermarsi un attimo", guardarsi negli occhi e sorridersi, per risolvere la vera esigenza di quel momento. Altre volte scopro invece che quella che per me é una domanda filosofica o che necessita di una risposta scientifica (per cui io sono totalmente a corto di strumenti!), é in realtá solo l'involucro di un bisogno di rassicurazione (ovvero il suo "pecché il 'tuo' papá deve andare a lavoare?" in realtá  puó  semplicemente essere un "perché papá non è qui con me?" e quindi - stringendo - un "rassicurami sul fatto che non verró abbandonato").
Scopro che dietro la generalizzazione di ogni domanda ("dove sono i bimbi adesso?") c'é sempre l'esigenza di comprendere meglio qualcosa di direttamente collegato a lei stessa ("perché io no sto piú andando al nido?", ed anche, "potrei doverci andare dopo?").

E tanto altro ancora c'é da comprendere e da osservare, perché (in prima persona) dobbiamo ricordarci che é importante rispondere correttamente alla domanda che la vita ci pone ogni giorno e perché (come educatori) dobbiamo tenere presente che fin da piccolissimi vengono gettate le basi di una percezione sicura di se stessi e del mondo che ci circonda, e che la capacitá di comunicare  é una parte importante nella costruzione di questo meraviglioso puzzle che riflette l'immagne di noi stessi.

Mentre leggo questo libro mi si apre un mondo... appena lo finiró vi scrivó un piccolo bignami!



6 commenti:

  1. forse l'avrei dovuto leggere anche io in quel momento...a volte son stata superficiale. vabbe', ora giuro che mi applico nella nuova fase dei "cosa è?".
    Buona domenica!

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    1. Credo che il libro vada avanti ad illustrare cosa c'è dietro la domanda fino alla pubertà, quindi se ti interessa fai ancora in tempo a leggerlo!
      Io invece parlo solo dell'aspetto "piccolino" perché sono un po' identificata e penso solo a mia figlia: scusatemi!!!!
      ;)

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  2. Interessante...si' spessoe' un modo per sentirsi rassicurati, o diattirare l'attenzione...
    aspettoil bignami :)
    darling

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  3. A casa nostra si è conclusa la fase dei pecchè ed è cominciata quella dei perchè. Se ci penso ritrovo tutte le cose di cui hai parlato tu più il piacere, come chiamarlo... della nomenclatura? Di dare un posto alle cose, di comporre una mappa mentale e sentimentale. Continuamente. Molto buffo, ma anche come dici tu un grande esercizio di pazienza!
    Aspettiamo le prossime notizie!
    Paola

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    1. Che bello "dare un posto alle cose" fuori e dentro di sé... Hai ragione, è proprio un piacere!!!

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