mercoledì 9 ottobre 2013

intolleranze (non solo) alimentari!

Da oggi si cambia! Anzi, diciamo che si stava già cambiando e da oggi si consolida il cambiamento!


La prima azione è stata "cercare il silenzio": la scorsa settimana eravamo a casa con due amiche e le loro bimbe e, come spesso succede, quando si è in un luogo chiuso con quattro bimbi che vanno dai 18 mesi ai 3 anni e mezzo, la cosa più frequente che può capitare in mezzo ai giochi, alle risate ed alla gioia infinita di stare insieme (quella gioia che è senza tempo e senza riserve), be' nel frattempo naturalmente accade che qualcuno rubi il gioco ad una altro, oppure faccia (spesso inavvertitamente) qualcosa di pericoloso per l'altro (giocando con un bastone, oppure lanciando una palla, etc), o ancora distrugga il puzzle con tanto impegno costruito dall'altro.
Nello specifico la mia bimba, che era a casa Sua, con i Suoi giochi, e che quindi si vedeva "minacciata" dalla presenza di tante manine desiderose di usare i giochi, era un po' intollerante ed agitata.


Se sia giusto o sbagliato ne parleremo magari altrove, quello che vedo è che comunque per lei sono le davvero le Sue cose e alla fine, a ben guardare, anche noi adulti siamo molto possessivi e legati a ciò che è nostro. Come ho letto sul bellissimo libro di Gonzales "Besame mucho" (mi spiace non riesco a portare le sue parole esatte, comunque diceva più o meno questo): anche noi se fossimo sedute al parco su una panchina e vedessimo avvicinarsi qualcuno che prende la nostra borsa, tira fuori il cellulare e si mette a smanettarci non reagiremmo affatto bene!

Varie volte quel giorno mi sono trovata a dover dire qualcosa a mia figlia, e varie volte ho sentito la mia voce rimbombare nella stanza, come a voler cascare in uno spazio vuoto, dove nessuno (nemmeno io stessa) riusciva a cogliere realmente il significato delle parole, e a far seguire un'azione in risposta ad esse: le dinamiche si ripetevano, senza grosse tragedie, ma con un'agitazione di fondo, che portava a piccole reazioni di intolleranza.

A un certo punto però ho trovato in me una riposta nuova: mi sono ricordata di quegli sguardi che ti educano e ti contengono, quelli che qualche adulto, molto autorevole, riesce a donare al tuo bambino. Ho smesso di parlare a vanvera ed ho provato a contenere la mia bambina con lo sguardo e con il gesto: un gesto misurato ed amorevole, che aveva l'obiettivo di spostarla e di fermarla, ed uno sguardo fermo, che diceva "tu sai bene" quindi sii ciò che sai.

E' stato molto bello, per entrambe, e ci ha liberato entrambe da un meccanismo di stimolo-risposta che non portava gioia a nessuno. E Lucia Eva ha potuto cambiare comportamento perché guardando me negli occhi ascoltava se stessa, invece che la mia voce sorda!

A breve la seconda e la terza puntata:
  • come ha imparato a soffiarsi il naso
  • ho fatto il test delle intolleranze alimentari (da cui il titolo di questo post): aiutoooo!!!!

6 commenti:

  1. sai che non avevo pensato a mettermi nei loro panni (esempio della borsa, al parco), e capisco che non deve essre una sensazione piacevole sentire invasi i propri spazi, veder toccare i propri giochi. Per quanto si cerca di dire a voce, i risultati non sono mai positivi. Per quanto mi riguarda, devo imparare anche io a smettere di dire "è mio", anche scherzando, quando vedo che la mia bimba si appropria di miei oggetti "preziosi", che possono essere anche i pantoni, un braccialetto di plastica...devo insegnarle con lo sguardo e soprattutto con le mie azioni. :-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Si, l'insegnamento più grande per loro è il modello che gli trasmettiamo con il nostro fare :)

      Elimina
  2. "ho provato a contenere la mia bambina con lo sguardo e con il gesto: un gesto misurato ed amorevole, che aveva l'obiettivo di spostarla e di fermarla, ed uno sguardo fermo, che diceva "tu sai bene" quindi sii ciò che sai."
    STUPENDO!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie!!! E, sai cosa? Funziona sempre meglio!!!

      Elimina
  3. Ho scoperto oggi il tuo blog, mi piace molto, delicato e profondo allo stesso tempo. Grazie per avermi ricordato l'importanza del rispetto delle emozioni dei bambini, l'importanza del silenzio e del giusto sguardo ...con l'arrivo del terzo figlio sbando un po' in qua è la ! Mi sa che è il momento di rileggere il libro eh hai citato!!
    Ps: è un argomento meno poetico mi sveli come hai fatto a insegnare a Lucia Eva a soffierai il naso ... Matteo di tre anni proprio non ce la fa!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie di cuore per le tue parole, arrivano in un momento di calo emozionale verso il blog, in cui non riesco proprio a collegarmi per scrivere, perché mi sembra così inutile farlo :)
      Comunque... Terzo figlio?!? WoW, ma sei bravissima!!!! Quando nascerà?
      Per il naso... Guarda... Siamo ancora in rodaggio, ma qualche volta ha funzionato: ho smesso di assillarla ed ho provato a restare in attesa... un giorno giocando sul divano a "farmi imitare" (ma il gioco era nato spontaneo) ho iniziato ad inspirare a grandi boccate ed espirare col naso, e lei mi ha imitata: empatia o cellule specchio, non so, forse entrambe... Ma la cosa importante è che avevamo aggirato la contrapposizione solita verso la proposta di soffiare il naso!

      Quindi, alla fine non so bene cosa consigliare, anche noi dobbiamo ancora consolidare la cosa, ma so che dopo che ho smesso di preoccuparmene è stato tutto più semplice e che le ho lasciato lo spazio per esprimersi!

      Scusa il papiro ;)
      E grazie ancora per le tue parole!

      Elimina

i tuoi commenti danno senso al mio blog, grazie!

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...