martedì 26 novembre 2013

attività di vita pratica

In questi giorni mi sono accorta di una cosa: a volte (ehm, diciamo pure spesso!) vado in ansia e mi accanisco inutilmente su cose che credo mia figlia debba imparare/sviluppare "subito" perché "è ormai tempo che impari a farlo, no?".

Ad esempio il vestirsi: lei non ha nessuna voglia di vestirsi da sola, non ci prova nemmeno e se io la sollecito mi risponde "no, mamma!!!".
Stamattina però ho visto un altro piccolo pezzo di me e mi sono detta: perché semplicemente non proporre qualcosa di nuovo, diverso e molto più attraente?
Può essere che permettendole di misurarsi in altri campi e di far crescere e sviluppare altre autonomie, la competenza acquisita le regali il desiderio di maggiore indipendenza anche in altre cose?


mercoledì 20 novembre 2013

"i miei due parti" di Paola Ghione



ciao mamme!gia'che avete tirato in ballo l'argomento mi va di raccontarvi i miei 2 parti.Nella prima gravidanza ho avuto un sacco di problemi:minaccia di parto prematuro dal 5°mese,amniocentesi in quanto c'era un alto rischio di malformazioni ma alla fine il bimbo ha una malattia genetica della pelle chiamata ittiosi (nulla di preoccupante ma l'abbiamo appurato solo alla nascita x' ci sono varie forme +o - aggressive).Dato che si trattava di una malattia genetica eravamo seguiti anche dal centro genetica delle Molinette ed era venuto fuori che avendo un valore del sangue sballato ed il feto essendo maschio e malato di ittiosi non potevo avere un parto naturale x' non avrei mai avuto le contrazioni finali....quindi parto cesareo programmato ma Ricky decide di nascere quasi un mese prima e ho avuto un cesareo quasi d'urgenza..ovviamente anche il mio post parto nn e' stato dei piu semplici ma grazie all'aiuto di un ostetrica e dei familiari ho superato tutto.Anche nella seconda gravidanza ho avuto minaccia di parto prematuro ma Chiara nasce solo 18 gg prima ma questa volta con parto naturale!infatti essendo un feto femmina nn avrei avuto problemi x le contrazioni (anche x qta gravidanza siamo stati seguiti dal centro genetico).Il parto e'andato bene (in tre ore ho fatto tutto ;-)) e forse mi ha anche aiutata a "digerire" le bellissime emozioni che non avevo potuto vivere con il primo.X ogni mamma il parto e' qualcosa di unico e indescrivibile ma ammetto che i momenti + difficili sono anke nel post parto e ognuna di noi puo' saperlo.Ma l'importante e' parlarne e accettare l'aiuto di chi ci sta intorno.Anche scrivere qui x me e' un beneficio.in tutte le gravidanze e'stata fondamentale la presenza di mio marito e devo dire che la nascita dei figli ci ha legati ancora di piu'.Purtroppo con il cesareo non abbiamo condiviso insieme l'emozione di veder nascere Riccardo e questo mi mancava.Ma con la nascita di Chiara ho potuto avere un parto naturale e quindi avere mio marito li vicino.Con la piccola ho rotto a casa le acque alle 00:30 e alle 3:58 e' nata...son state poche ore ma intense e non so come avrei fatto da sola. E anche adesso che ne abbiamo due da gestire e'fondamentale la sua presenza in tutto.

martedì 5 novembre 2013

"Il padre infedele" di Antonio Scurati

In questo mese, in cui poco avevo da scrivere e molto da vivere, mi sono nutrita di un libro bellissimo, un libro che infiamma il cuore, perché risuona della voce della nostra generazione: di noi che siamo figli e genitori alla ricerca di se stessi, e che siamo anime alle prese con una società che fa fatica ad incubarci e che è come un utero troppo stretto e troppo arido per nutrirci veramente.

"Il padre infedele" [non marito] ;) è la storia di un uomo che racconta se stesso nel viversi in un nuovo ruolo, che è per lui ricchezza e dolore insieme: un papà che nasce e un uomo che si perde e nel cercarsi mette a nudo tutta la bellezza della vita e dell'amore vero.

Quando la coppia si trasforma in famiglia, grazie all'arrivo di un piccolo cuore pulsante, tutti gli equilibri cambiano e si trasformano completamente, e non è mai così scontato per una donna riuscire a risorgere come moglie e come donna dal proprio ruolo di madre. 
Essere mamma è totalizzante e se all'inizio questo è utile o addirittura necessario, col tempo tutto ciò si può trasformare in una prigione per la coppia.


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